AMP News

Molteplicità delle identificazioni, unicità del godimento
Convegno Nazionale SLP

Bologna, 9 e 10 giugno 2012

AMP NEWS da inicio con este número 4, a una serie de ediciones que reflejarán acontecimientos destacados ocurridos en las Escuelas de la AMP.

Hemos seleccionado cinco textos que fueron presentados en el X Convegno Nazionale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi en la ciudad de Bologna.

Paola Francesconi, Presidente de la SLP, nos presenta en su introducción un panorama del Convegno y sus resonancias.

Mauricio Tarrab

 

Molteplicità delle identificazioni, unicità del godimento
Paola Francesconi, Presidente della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi

Il Convegno Nazionale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, che ha avuto luogo a Bologna il 9 e 10 giugno scorsi, è stato e resterà un evento memorabile nella storia della Scuola italiana, di cui ha festeggiato, in un modo che non si poteva sperare migliore di così, il decimo anniversario della nascita. Come ormai da due anni a questa parte, il Convegno Nazionale è anche l’occasione in cui si ritrova l’Europa psicoanalitica venendosi, così, a sottolineare la dimensione internazionale di questi eventi. I Presidenti di tutte le Scuole del Campo Freudiano in Europa, il Presidente AMP, la Presidente del Campo Freudiano vi hanno partecipato.

I lavori si sono svolti alla presenza di un pubblico numerosissimo, di più di 350 persone!, tra cui tantissimi giovani.

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Tra equivoco e corpo
Maurizio Mazzotti

Il binomio Effetto di senso/Effetto di godimento, centrale nella pratica della psicoanalisi, ha dei fondamenti precisi di dottrina. Uno dei maggiori è sicuramente ciò che Lacan ha introdotto in Televisione, utilizzando, non a caso, l’equivoco che gli fornisce la lingua francese. A pg. 22 dell testo francese Lacan dice: "queste catene significanti non sono di sens, senso, ma di jouis-sance, godimento, da scrivere conformemente all’equivoco che fa la legge del significante" - fine citazione. Nella lingua francesce l’equivoco permette di cogliere una risonanza tra sens e jouissance, tra senso e godimento, permette dunque di cogliere che non è così facile disgiungere, mentre si parla, il dire del senso e il dire del jouissance, del godimento.

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Mimanchì!
Sergio Caretto

Qualche mese fa, a distanza di quasi tre anni dalla conclusione della mia analisi, eccomi a varcare la soglia dello studio di colei che non si era sottratta alla mia domanda, bensì ne aveva sostenuto il transfert riducendosi allo scarto di cui si era fatta sembiante, fino ad acconsentire a farsi espellere. Dei documenti in attesa di firma mi avevano ricondotto in quel luogo, uscendo dal quale mi ero ritrovato a dirle: "Non nego che talvolta questo luogo mi manca". Frase questa un po’ contorta per dire, più semplicemente, Mi manchi. Mi manchi, ed è per questo che scrivo una lettera. Lettera dunque che si scrive dalla radicalità di questo "Mi manchi".

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Desiderio e identificazione nelle cure analitiche
Raffaele Calabria

Possiamo affermare, con una certa approssimazione, che l'instabilità delle identificazioni è il vero cominciamento di un'analisi. Un godimento estraneo, sconosciuto, in eccesso o in difetto, irrompe e sconquassa l'impalcatura identificatoria fino ad allora stabile. L'impalcatura imbragante, che teneva assieme l'edificio egoico, non regge più e ciò mina l'intera costruzione rendendola appunto instabile. Compito dell'operazione analitica non è certamente quello, illusorio, di reinstaurare la stabilità delle identificazioni "danneggiate" (e ciò vale sia per la nevrosi che per la psicosi), ma seguire le tracce del desiderio attraverso il concatenamento dei significanti che l'apertura dell'inconscio produce. Va così messa in moto, grazie anche alle raffinate arti di ciascun analista e come in un nastro di Moebius, un'articolazione del dire che abbia di mira, in modo viepiù radicale, il dispiegamento della regola fondamentale, quella in cui consiste anzitutto la direzione della cura.

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Nominazione
Paola Bolgiani

In analisi si giunge con il fardello dei significanti che, venendo dall’Altro, hanno inciso sulla carne e con cui abbiamo costruito il destino di una vita. "Ne facciamo il nostro destino perché parliamo – scrive Lacan nel testo Joyce il sintomo -. Noi crediamo di dire quello che vogliamo, invece è quello che hanno voluto gli altri, in particolare la nostra famiglia, a parlarci. […] Noi siamo parlati, ed è per questo motivo che facciamo dei casi della vita, che ci spingono qua e là, qualcosa di tramato".

D’altra parte il soggetto in analisi non fa che cercare il nome che lo nomini "veramente", che nomini il suo essere e il suo posto in relazione al desiderio dell’Altro. E’ nella crisi delle identificazioni immaginarie, nella loro precarietà che le contingenze della vita possono mettere a nudo, che il soggetto si rivolge ad un analista per domandare che questi lo confermi in quell’identità zoppicante, o che ne fornisca una nuova.

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Stabilizzare l’instabile
Sul potere differenziale dell’identificazione analitica

Luisella Brusa

Rewriting the soul è il titolo di una celebre ricerca di qualche anno fa sul fenomeno dell’identità multipla. L’autore è un filosofo di chiara fama e si interrogava in merito alla potenza dei nomi sulla costruzione delle persone, al modo in cui esse si nominano, vogliono essere nominate, e di conseguenza si vivono e agiscono. Il fenomeno al centro dello studio viveva l’apice di un’esplosionesociale negli USA negli anni novanta; questo tipo di indagine si addice altrettanto a tutto il gruppo dei cosiddetti Identity Disordersche sono venuti alla ribalta nel ventennio seguente (Dissociative,Gender, Sexual, Body-Integrity)

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