Cercare:
Ricerca avanzata
Cercare
  English
  Español
  Français
Italiano
  Português
HOME CERCARE CONTATTO
ACCESSI
Presentazione
La Scuola Una
Los Congresos
Annuario
Connessioni
EFP
FAPOL
RadioLacan.com
Lacan Quotidien
LC Express
LC Express
EFP
FAPOL
Riguardo l'AMP » La Scuola Una
PRESENTAZIONE
DICHIARAZIONE
DOCUMENTI
COMITATO D’AZIONE
PAPERS
La Escuela Una
 
INFORME DEL 1° COMITATO DI AZIONE ALL’ASSEMBLEA GENERALE 2002

Bruxelles, 18 luglio 2002, scritto da Mauricio Tarrab

Il movimento, cominciato a Buenos Aires con la fondazione della Scuola Una e la costituzione del suo Comitato d'Azione, sino ad ora, è stato scandito, qui a Bruxelles, da due eventi le cui conseguenze si fanno ancora sentire:
In primo luogo, nel suo rapporto all'Assemblea generale dell'AMP a Buenos Aires, J.-A. Miller ha dato un nuovo corso alla nostra comunità, inaugurando una politica che ha contrassegnato, alla sua stessa nascita, la Scuola Una. In effetti, essa sorse sull'impulso dell'indicazione secondo cui il nostro sistema di formazione analitica doveva essere ripensato dalle sue basi. Questo scosse il sogno delle Scuole rispetto alla formazione che esse dispensano e che garantiscono opportunamente; iniziò, quindi, la messa alla prova della nostra formazione, sia a livello dei dispositivi istituzionali che la regolano sia a livello dei fattori che la causano. Possiamo assicurare che, rispetto alla formazione, in questi due anni, non siamo stati tranquilli nella Scuola Una. Abbiamo seguito questa investigazione che ha situato gli assi della formazione analitica nell'orientamento lacaniano e abbiamo dibattuto su di essa in questi due anni. Questa è stata la spinta iniziale per la Scuola Una.

A questo impulso si è aggiunta, nel Settembre 2001, come nuovo ambito politico, la pubblicazione delle “Lettere all'opinione illuminata” di J.-A. Miller.

Le sue conseguenze, ancora aperte sul futuro, si sono già fatte sentire dentro e fuori della nostra comunità. A questo riguardo non ci sembra di minor importanza ricordare che il punto di controversia del suo lancio pubblico non fu nient'altro che la questione della formazione degli analisti. Tale questione supera il nostro ambito istituzionale e ci implica ulteriormente in una responsabilità in relazione al movimento psicoanalitico nel suo insieme. La nostra comunità trans-nazionale e trans-linguistica, che ci riunisce uno per uno, nonostante la diversità di lingue e di distanze, la nostra comunità, che si riconosce Una e plurale e che si è costituita nella forma di Scuola Una due anni fa, è stata intensamente travagliata da questi due eventi. Il Comitato d'Azione ha seguito il polso di tale esperienza che ci ha condotto sino a questo 3° Congresso dell'AMP, Congresso della Scuola Una, come è stato definito da J.-A. Miller nella sua lettera ai membri del 18 giugno 2002.

La Scuola Una ha portato una novità: sino alla sua creazione, la Scuola aveva una definizione territoriale, un Direttorio, un Consiglio, un locale, delle attività regolari, degli incontri. Con la Scuola Una abbiamo una Scuola priva di definizioni territoriale, senza statuti, ecc.. Una Scuola atopica e non situabile che non è Un accanto alle altre e neppure come le altre, che sta allo stesso tempo dappertutto e in nessun luogo… come l'ha definita molto precisamente il Delegato Generale.

Questo è stato il suo vantaggio, come pure la sua debolezza. È stato il suo vantaggio in quanto ognuno ha potuto riferirsi ad essa e farla esistere in ogni luogo del mondo in cui c'è stata una conversazione intorno all'Orientamento lacaniano, che costituisce la Scuola come Una, quando gli AE hanno parlato qui e là, quando è stata posta in atto l'estimità nel dispositivo della Passe, quando, durante delle attività internazionali, si sono riuniti colleghi da diverse latitudini che si riconoscono in essa. In questo modo, la sua esistenza non è stata un'esclusiva del suo Comitato d'Azione in quanto quest'ultimo non ha regolato nessuna delle sue manifestazioni. La Scuola Una, in questo senso, è esistita laddove ha potuto situarsi, nella nostra comunità, l'analitico nell'istituzionale.

Tale mancanza di localizzazione è stata anche la sua debolezza; a causa della sua fragile costituzione, infatti, essa corre il rischio di scivolare in una dimensione virtuale che la diluisce. Il rischio che, dalla preservazione del suo vuoto, si passi al suo svuotamento. Questo rapporto del Comitato d'Azione all'Assemblea Generale dell'AMP tratta precisamente di questi due aspetti.

Nel momento della sua costituzione, ogni membro del Comitato d'Azione ha fatto riferimento alla Scuola Una in quanto tale e non come rappresentante di una Scuola in particolare. In questo senso, i suoi membri hanno saputo affrontare le difficoltà legate al fatto di mantenere questa tensione necessaria tra la sua funzione e le istanze delle Scuole dell'AMP. Tale posizione ha permesso, nei casi in cui è stato possibile metterlo in pratica, di assumere una funzione di valutazione critica delle attività fondamentali delle Scuole e dell'AMP e di suscitare il dibattito nella comunità internazionale.

Primi documenti
Dato che la Scuola è Una, il Comitato, in accordo con il Delegato Generale, ha deciso di manifestarsi come uno ed esclusivamente attraverso i suoi Documenti. I suoi partecipanti hanno trovato, non senza difficoltà, il modo di lavorare insieme, di dibattere, di essere d'accordo, di dissentire, ecc… È stata creata una lista elettronica, la lista OMEGA, a cui parteciparono anche il Delegato Generale e gli AE in esercizio (e i nuovi AE che si sono aggiunti in seguito) e Graciela Brodsky. Tale lista ebbe i suoi momenti di luce e di ombra, con scarsi interventi degli AE e, attualmente, è stata ridotta al semplice interscambio tra i membri del Comitato d'Azione.

Sono stati prodotti, nei tempi e modi previsti, i due primi Documenti del Comitato d'Azione. È stata provata, in modo inedito, la ricchezza e la difficoltà di un'elaborazione collettiva a distanza che riproduceva le condizioni stesse della nostra comunità, con membri di diverse latitudini, percorsi ed esperienze, e abbiamo verificato che tutti convergevano in un orientamento comune.

Il primo Documento «Il principio del Controllo nella Scuola» e il secondo «L'impasse della Garanzia» hanno avuto il marchio della spinta iniziale della fondazione della Scuola Una. Si trattava di pensare come suscitare la libido sulla pratica del Controllo e di affrontare un problema sino ad allora irrisolto, vale a dire quello della garanzia della formazione, e di comunicare all'insieme i risultati di tale lavoro di riflessione collettiva.

In questo punto, il Comitato è riuscito ad operare sulle Scuole dato che è intervenuto sul reale della formazione dell'analista, senza pronunciare enunciati dottrinali ma, in modo un po' provocativo, ha stimolato la discussione di una problematica, che, sino ad allora, era rimasta sotto silenzio nell'AMP.

Tutti i Documenti del Comitato d'Azione sono stati diffusi dalla lista AMP-UQBAR, tradotti in cinque lingue grazie all'efficacia del suo moderatore, Oscar V. Ventura, la sua équipe e i traduttori, che il Comitato ringrazia per la loro collaborazione e lo sforzo fatto.

Le risonanze furono molteplici, prodotti dalla comunità che, ovviamente, si è servita di tali Documenti. Il secondo Documento ha suscitato l'organizzazione di una giornata di studio del Consiglio dell'AMP. Ci sono stati Convegni e attività promossi ad hoc nelle diverse Scuole, ecc.. Riguardo al Controllo, il passo è stato dato; riguardo alla Garanzia, invece, l'impasse permane ancora.

Dopo i primi Documenti, il Comitato ha iniziato a discutere alcuni temi specifici per determinare la produzione di un nuovo Documento. A partire dall'indicazione del Delegato Generale di discutere della questione della creazione di una Scuola degli AE, il Comitato rimase invischiato in una discussione accesa, prolungata e profonda sul tema. Le vicissitudini di questa elaborazione, che rimase incompleta, non passarono alla comunità sotto forma di un Documento. Si deve notare che il tema è stato ripreso con energia da uno di noi, che ha portato a cielo aperto la questione invitando a una sua discussione pubblica. Altri temi discussi con intensità furono: L'effettuazione della Passe e la confidenzialità del dispositivo; la questione dell'AE permanente; psicoanalisi pura e applicata; la Scuola Una e la conversazione; il posto della Scuola Una nel dibattito attuale e altri.

Ogni anno il Comitato ha inviato una relazione scritta, redatta da ogni singolo membro, alla riunione del Consiglio dell'AMP.

L'impasse del Comitato d'Azione
Durante il secondo anno, comparvero diverse difficoltà nel funzionamento del Comitato; queste gli impedirono di portare avanti un'azione concertata. L'intensità degli scambi e la capacità di produzione si ridusse, la sua azione si bloccò quasi completamente, per troppo tempo. Si trattava solo di una difficoltà interna al Comitato o era la difficoltà perché l'Uno della Scuola Una esistesse in quanto tale ?

Si constatava non una pura e semplice inerzia, ma piuttosto uno spostamento libidico, che si manifestava nel fatto che ogni membro del comitato era sempre più assorbito dal lavoro relativo alle particolari Scuole, il che produsse un effetto di chiusura nell'uno per uno dei membri del Comitato. Ma fu anche un effetto che si poté verificare nelle Scuole dell'AMP, che si ripiegarono su se stesse producendo un certo disinvestimento riguardo alla Scuola Una.

La forza del lavoro approfondito delle Scuole, il consolidamento e l'avanzamento dell'AMP sulla mappa della Psicoanalisi nel mondo furono accompagnati da un'attenuazione della Scuola Una, che comunque esiste, pronta a rilanciarsi per farsi presente.

Questo porta a sostenere un'ipotesi possibile, da discutere, nel rapporto tra la Scuola Una e l'AMP: una maggiore consistenza delle Scuole e dell'AMP, produrrà meno investimento sulla Scuola Una e viceversa. Sarà nei momenti di maggior crisi che si reinvestirà sulla Scuola Una come sede senza territorio della comunità dell'Orientamento lacaniano. Di fatto, la Scuola Una è stata la risposta dopo Barcellona alla crisi traumatica che investì l'AMP. Si dovrebbe, comunque, andare contro questa china, inventare altri equilibri.

Il Comitato d'Azione fu sensibile a tutto ciò e, in un certo senso, il suo rallentamento ne fu un riflesso, che pose nella sua inerzia la stagnazione dell'Uno della Scuola Una. Rimettiamo a voi il lavoro di formalizzazione che è stato realizzato su questo tema particolare e che ha preso forma nel terzo Documento del Comitato d'Azione: L'Uno della Scuola Una, che apparse tramite AMP-UQBAR all'inizio di questo mese. Estrarremo solo il seguente paragrafo, che, crediamo, può essere illustrativo: L'Uno della Scuola Una dovrebbe salvaguardare il vuoto centrale esistenziale per mantenere prossima la Scuola al discorso analitico; tuttavia, tale vuoto corre il rischio di convertirsi in pura inesistenza. In un certo senso, la Scuola Una non è riuscita ancora ad assorbire la tendenza alla fissazione, a livello locale, del godimento.

Di conseguenza, il rischio non è che l'Uno della Scuola Una sia troppo vuoto, ma troppo ideale e, quindi, che sia ridotto al rango di bella immagine, incapace di afferrare il reale della sua esperienza. La formalizzazione del suo proprio arresto sintomatico servì a togliere il Comitato d'Azione dalla sua inerzia. Gli ha permesso di ricollocare convenientemente la sua posizione. Come ha segnalato uno di noi:“Ognuno è sommerso nella propria Scuola e la Scuola Una è il punto in cui convergiamo." Quindi, fu prodotto un nuovo Documento e nove testi sulla Formazione analitica, uno per ogni membro del Comitato, come contributo al Congresso dell'AMP. Questi nove testi apparvero sulla lista AMP-UQBAR nei mesi di aprile, maggio e giugno e furono pubblicati in un numero speciale de La carta de la Escuela dell'EOL in spagnolo.

Per finire
La Scuola Una, dopo questi due primi anni, con la sua logica intatta, le sue difficoltà e ostacoli messi in evidenza, come questa relazioni ha cercato di mostrare, arriva alla sua dissoluzione programmata. Questa logica, come segnala la sua Dichiarazione, la porta ad essere estima per ognuno, uno per uno, il che determina lo work in progress che sostiene tutta la nostra comunità analitica. Questa esperienza della Scuola Una oggi è aperta al desiderio che spinge nel futuro, alla sua nuova fondazione.

Quindi, ciò per cui ognuno di noi ha lavorato, in questa pluralità che è la nostra Scuola Una, quella che è la sua politica, è ciò che segue: assicurare che si consolidi nella Psicoanalisi l'unica via alternativa efficace, come è stato anticipato nella Dichiarazione del 2000, continua ad essere, nel tempo della riunificazione del movimento psicoanalitico, la nostra aspirazione e la nostra responsabilità. Questa politica per la Psicoanalisi cerca di preservare vivo il transfert di lavoro di Jacques Lacan e di far valere le conseguenze politiche e cliniche del suo insegnamento nell'istituzione analitica, vale a dire, che cerca di preservare "l'analitico nell' istituzionale."

Il Comitato d'Azione, che è stato, sino ad ora, l'unica istanza istituzionale della Scuola Una, termina con questo atto il suo compito. Un compito che è stato per ognuno di noi un'esperienza di lavoro, di transfert, di conversazione, di stagnazione e di calorosi e intensi dibattiti, che sicuramente ha anche avuto un certo grado di avventura.

La Scuola Una, quindi, è pronta per la sua re-invenzione. Questo richiederà di darle un corpo capace di preservare il suo vuoto e di assicurare il suo uso.

Traduzione di Adele Succetti

 

LE SCUOLE
DELLA AMP >>
EBP ECF ELP EOL NEL NLS SLP