Lettera per la Causa freudiana
da JACQUES LACAN
Stampare
 
 

C’è del rimosso. Sempre. È irriducibile.
Elaborare l’inconscio, come si fa nell’analisi, non è nient’altro che produrvi questo buco. Freud stesso, lo ricordo, ne parla.
Questo mi pare confluire con pertinenza alla morte.
Alla morte che identifico per il fatto che, "come il sole" dice quell’altro, essa non può guardarsi in faccia.
Così, non più di chiunque altro, io non la guardo. Faccio quello che devo fare, che è di far fronte al fatto, aperto da Freud, dell’inconscio.
Là dentro, io sono solo.
Poi c’è il gruppo. Intendo dire che "La Causa" regga all’urto.
– Il cartello funziona. Basta non farvi ostacolo, a condizione di vettorializzare, cosa di cui do la formula, e di permutare.
– Un Direttorio gestisce. I suoi responsabili, in carica per due anni, dopo di che cambiano.
– Delle commissioni li assistono, anche per due anni.
– Un’Assemblea annuale, detta amministrativa, deve conoscere l’andamento delle cose; questa istanza, invece, è permanente.
– Ogni due anni, un Congresso, a cui tutti sono invitati.
– Un Consiglio, infine, detto statutario, è garante di quello che istituisco.
La Causa avrà la sua Scuola. Da cui deriverà l’AME, ora della Causa freudiana.
La passe produrrà l’AE nuovo; sempre nuovo dato che lo è per il tempo necessario a testimoniare nella Scuola, cioè tre anni.
Giacchè è meglio che passi, questo AE, prima che vada dritto ad incastrarsi nella casta.
5, rue de Lille, pubblicato nel Courrier de la Cause freudienne, 23-X-80, n. 3.

 

Traduzione: Adele Succetti