World Association of Psychoalanysis

 

DAL SINTOMO AL PANICO

Marco Focchi

 

Vorrei presentarvi il caso di Emma, bella signora di trent,anni, con un carattere deciso e un temperamento tutt,altro che fragile. Attenta mentre le parlo, mostra di voler afferrare con esattezza le idee che le espongo, e mi chiede diverse precisazioni, come per impadronirsi bene dei concetti. Emma e venuta da me per risolvere un problema del figlio. Il caso di Emma infatti comincia con Alberto.

Alberto mi viene inviato da un medico che ha tentato di curarlo per una stitichezza apparentemente irriducibile. Giunto allo stremo delle risorse farmacologiche, il medico, non sapendo piu che pesci pigliare, se ne libera dando alla madre il mio numero di telefono, e lei si mette rapidamente in contatto con me.

Alberto ha dodici anni, e un ragazzino senz,altro intelligente, anche se a scuola incontra parecchi ostacoli per via di una condotta sicuramente reprensibile. Trova ogni occasione per tirarsi addosso rimproveri, note di demerito, sospensioni. I professori non lo amano e sono urtati dal suo carattere spinoso.

Ha un fratello, Francesco, piu giovane di lui di un paio d,anni, che, secondo il racconto della madre, e il suo esatto opposto: tanto Alberto e caparbio, stizzoso, provocatorio, intrattabile, tanto Francesco e amabile, seduttivo, conciliante.

Il rapporto tra i due fratelli non e mai stato tranquillo. Alberto ha da subito mostrato gelosia nei confronti di Francesco. Ha reagito alla sua presenza in modo dispettoso e tra loro si scatenano frequenti bisticci. Il padre sembra avere nei loro confronti un atteggiamento sbilanciato: quando interviene per riportare la calma tratta Alberto con una fermezza che diventa durezza e che e vissuta dal figlio come una profonda ingiustizia. Meno Alberto si sente capito piu si accentuano i suoi comportamenti provocatori. E, il tipico circolo vizioso. In famiglia volano spesso parole pesanti e a volte volano anche le mani. La madre vorrebbe compensare un po, la situazione a favore di Alberto, ma non vuole schierarsi apertamente contro il padre davanti ai figli per non mostrare una linea educativa divergente. Si sente inoltre particolarmente vulnerabile di fronte alle provocazioni di Alberto, che ha un grande talento nel toccare i suoi nervi scoperti, e lei percepisce i suoi attacchi spesso come intollerabilmente offensivi. Non e per niente una madre lassista, al contrario, cerca di contenere le intemperanze del figlio con misure rigorose, e anche un po, rigide. Quando questi combina qualcosa di storto e pronta a togliergli gli oggetti che piu desidera, a limitarlo nella liberta d,azione, a non parlare con lui per giorni interi. Alberto pero, senza sottrarsi alle punizioni, ha una strategia difensiva semplice ed efficace: piu cose gli si tolgono meno glie ne servono. Le privazioni non lo smuovono di un millimetro, e le sopporta senza battere ciglio, come scotto per qualcosa di piu prezioso: potrete togliermi tutto, sembra dire, ma non potrete piegarmi. Insomma, un tipo duro. Nessuna meraviglia che sia anche stitico.

Quando vado in sala d,attesa a prenderlo la prima volta lo saluto dicendogli: "Tu devi essere Alberto". "Purtroppo" risponde. Laconicita e ironia permeano tutto il suo essere: in una parola sa condensare il suo romanzo familiare.

Nella stanza d,analisi si siede rigido sulla poltrona davanti a me. Risponde alle mie domande in modo stringato e formale, evitando di entrare nel merito delle cose. Dopo qualche incontro gli propongo di portarmi i giochi che piu gli piacciono. Non gli piace nessun gioco. Solo il calcio riesce a interessarlo. Per un po, lo lascio chiacchierare di calcio, ma e abilissimo a evitare tutte le aperture che dalla stretta tecnica calcistica potrebbero allargare gli argomenti verso qualcosa di piu pregnante. Quando parliamo della sua vita in famiglia mi dice semplicemente che i genitori danno sempre la colpa a lui per tutto, che e un,ingiustizia, ma si tratta chiaramente di un,ingiustizia che non esita a provocare e rispetto alla quale ha sviluppato un certo godimento masochista. Non ricorda sogni, non gli piace disegnare. Si esprime solo per rispondere alle domande che gli rivolgo, e risponde sempre meno. Spesso, quando tento di farlo parlare, con movimento che vorrebbe essere rapido e furtivo, ma che nella sua gestualita un po, ingessata appare subito evidente, getta uno sguardo impaziente all,orologio, e mi sembra di leggergli il pensiero: "Quando la fai finita e mi lasci andare ?".

Tutto quello che aveva da dire lo ha detto: vuole giustizia, si sente trattato in modo iniquo rispetto a suo fratello. Non c,e altro di cui voglia parlare. O almeno io non riesco a trovare una breccia attraverso cui penetrare al di la della roccaforte in cui sta chiuso in modo inespugnabile.

Alberto non e un ragazzino a cui piaccia perdere tempo: dopo poche sedute comunica a sua madre che non andra piu in analisi, perche tanto non ha niente da dire. La madre, che lo conosce, sa bene che non ci sara modo di smuoverlo dalla sua decisione, e me ne rendo conto perfettamente anch,io.

Alberto e un duro, ma la madre non e da meno, e neppure lei e una che molla facilmente. Mi chiede come possiamo fare. Naturalmente non puo portarmi qui il ragazzino tirandolo per i capelli, e se Alberto non vuole parlare con me non c,e proprio niente da fare. La madre invece, al contrario del figlio, trova che parlare con me non sia inutile, e non e una di quelle donne che portano il figlio in analisi per scaricarsene, e perche sia un altro a occuparsi di quel che loro non riescono a fare. Emma e una donna intelligente. La famiglia che si e costruita e stata il suo modo per salvarsi dalla sua famiglia d,origine, come mi ha confidato in alcuni colloqui precedenti, ed e stata la sua via di riscatto. Non puo assolutamente permettersi che vada in crisi, e la situazione di Alberto sta creando un nervosismo che, le pare, logora anche il rapporto con il marito.

Non posso parlare con Alberto, ma posso parlare con Emma, e lei non manca della sensibilita necessaria per capire che Alberto non e semplicemente un oggetto da riparare, e che molto dipende dalla relazione che lei e il marito hanno con lui. E, anche disposta a mettersi in discussione, solo che non sa da che parte prendere la situazione e come correggere gli errori che pensa di potere avere commesso.

Comincio cosi a incontrarla regolarmente per aiutarla a uscire dal circolo vizioso in cui e caduto il suo rapporto con Alberto. Non e un,analisi, anche se in molte occasioni veniamo a parlare della vita e del passato di Emma. Potremmo chiamarla una supervisione educativa. Per circa un anno viene a parlarmi di come si svolge la vita in casa, mi racconta i momenti difficili che si creano con Alberto e mi chiede, molto concretamente, come gestire le situazioni critiche. L,abituo man mano a non reagire alle provocazioni del figlio con un senso di offesa e con delle ritorsioni, cerco di indirizzare le sue risposte dal rilancio diretto sul piano immaginario a una comprensione piu meditata della domanda d,amore sottesa in quelli che altrimenti potrebbero sembrare solo dispetti. L,aiuto insomma ad ascoltare il ragazzino al di la delle sue manifestazioni immediate, e naturalmente posso farlo solo perche ho davanti a me una donna sensibile a questo tasto. Un po, alla volta la situazione cosi si distende. Il figlio sulle prime e sorpreso e smarrito vedendo che la madre non abbocca piu alle sue esche. Poi comincia a trovare confortevole la situazione, e ad appoggiarsi di piu a lei. Le suggerisco, con cautela, di parlare anche con il padre per fargli capire quanto anche i suoi atteggiamenti un po, rigidi siano all,origine della rivolta del figlio.

Emma si fa carico di tutto, direi con diligenza, anche se a volte deve stringere i denti per pensare che le aggressioni del figlio sono solo una risposta. I buoni risultati tuttavia la sostengono e la incoraggiano a proseguire. Man mano anche la situazione scolastica migliora. Ora Alberto ha passato gli esami di terza media senza grandi difficolta e si e iscritto al liceo. E, stato lui a chiederlo, cosa che lei non avrebbe mai immaginato vedendo il suo precedente atteggiamento nei confronti dello studio.

Della stitichezza ci eravamo quasi dimenticati. Un giorno, di sfuggita, le domando come vada da quel lato: sembra che non ci siano problemi. Tutto bene allora ? Tutto risolto ? Per Alberto, in effetti, le cose vanno molto meglio.

Un giorno pero, arrivando in studio, trovo sulla segreteria un messaggio di Emma. La voce e concitata, trema. Penso alla donna decisa e sicura che ho avuto tante volte di fronte e mi sembra di non riconoscerla. Non l,ho mai sentita cosi: dice che sta molto male e che ha bisogno di vedermi. La chiamo immediatamente, le fisso un appuntamento. Lei si catapulta nel mio studio con forte anticipo rispetto all,ora fissata e appena riesco a farla entrare e mi racconta che quella mattina era uscita come il solito per andare al lavoro e si e accorta di avere una notevole accelerazione cardiaca. Ha cominciato a spaventarsi e le sono venute le vertigini. Ha cercato di aspettare l,autobus ma si e sentita paralizzata dal terrore e ha capito che non sarebbe mai riuscita a salirvi. Completamente smarrita non ha piu saputo cosa fare, ha pensato che sarebbe morta, ed e fuggita a casa senza tuttavia riuscire minimamente a calmarsi. Insomma un tipico attacco di panico, di quelli che i manuali di psichiatria dicono capitare come fulmini a ciel sereno, senza un,etiologia precisa. Ma nel nostro caso il fulmine non e tanto a ciel sereno, giacche si e preparato per un anno intero. Non dico annunciato, ma preparato. Non ritengo fosse prevedibile, ma penso che dell,attacco di panico di questa donna, dopo l,esordio, si possano retroattivamente capire le ragioni e l,etiologia. Riassumo schematicamente le linee fondamentali della storia di Emma illustrandola con alcuni scorci del materiale emerso man mano nei colloqui ed elaborato successivamente in analisi. L,insorgenza degli attacchi di panico e stata, infatti, la spinta per passare dalla supervisione educativa a un,analisi vera e propria.

Detto in modo succinto la storia e la seguente. I genitori di Emma si sono separati quando lei era adolescente, ma anche prima della loro separazione lei non e mai riuscita a considerare normale la sua situazione familiare. Il padre, insegnante, persona impegnata politicamente e di alto profilo intellettuale, secondo la descrizione della figlia, era tuttavia un uomo violento e spesso manesco. Piu di una volta lei ha dovuto assistere alle sue esplosioni di collera incontrollata. Per dare un,idea dei suoi metodi educativi c,e un episodio emblematico. Emma trova in cortile una gattina abbandonata e chiede di tenerla con se. Il padre acconsente ma dicendole che se la adotta dovra occuparsene ed esserne responsabile. Al che Emma acconsente esultante. Qualche mese dopo Emma va in vacanza per qualche mese nella citta di mare dove abitano i nonni. Un giorno riceve una telefonata del padre che le dice: "La tua gatta e morta di fame e di sete. L,ho trovata sul balcone con le formiche che le uscivano dalla bocca. Ti avevo avvertito che te ne saresti dovuta occupare". Ovviamente Emma aveva immaginato che le avrebbe dato da mangiare il padre, rimasto a casa mentre lei era via. Il sadismo di quest,uomo aveva pero anche espressioni piu direttamente fisiche. In una notte d,incubo picchio per diverse ore la madre e le ruppe le dita di una mano una per una. Emma, che accorse spaventata, fu brutalmente scagliata contro un armadio dal padre, che le urlo di non impicciarsi. La mattina seguente la madre dovette essere accompagnata all,ospedale, pesta e sanguinante.

Grande seduttore, il padre sapeva conquistare la figlia con le sottigliezze della sua dialettica. Uomo di smisurata brutalita, era capace di spaccare tutti i mobili di casa in un accesso di rabbia. Inevitabile che la figlia lo amasse e lo temesse, e alla fine lo odiasse e lo fuggisse. Lo odio quando il padre se ne ando con un,altra donna e fece un figlio con lei, Pietro. Questa donna le fece capire che non c,era posto per lei nella nuova famiglia che il padre si era costituito. In un certo senso il padre, che era il suo punto di riferimento fondamentale, mandava all,aria la famiglia in cui viveva con lei e non le offriva rifugio nella nuova famiglia che formava. Emma risentita non volle vedere il padre per un anno e mezzo. Poi lui la chiamo per annunciarle la nascita del fratellastro. Ripresero a frequentarsi. A Emma Pietro piaceva e gli si era affezionata. Un giorno pero fece qualcosa, che assolutamente non riesce a ricordare, ma che il padre considero offensivo o inappropriato e la allontano sbraitandole che non avrebbe piu visto quel bambino. Emma volto allora le spalle al padre e non lo vide piu. Passarono dieci anni prima che si sentissero di nuovo, poco prima cioe che Emma venisse a consultarmi. Fu il padre a richiamarla. Doveva darle una notizia: Pietro era morto in un incidente d,auto. Alla guida era il padre.

Il modo brutale con cui il padre rientra nella sua vita la getta nell,inquietudine. Aveva trovato un equilibrio allontanandosi da lui quando aveva sentito di non avere un posto nella sua nuova famiglia. Si era costruita una famiglia in cui aveva trasferito quel che non poteva piu condividere con il padre, e in cui aveva trovato una certa stabilita. La ricomparsa del padre era ora sentita da lei come una minaccia che rischiava di varcare questo schermo protettivo.

In tutto cio Alberto ha un ruolo centrale. Numerosi sono i sogni in cui Alberto e il fratellastro si sovrappongono, si scambiano la posizione. A volte sogna che Pietro e suo figlio poi si rende conto che non puo essere cosi perche non e stato nella sua pancia. A volte e Alberto ad apparire debole, minacciato, in pericolo di vita. Altre volte lei deve partorire un bambino e la scena e ambientata nella casa del padre. Nei termini piu classicamente freudiani Alberto viene ad occupare un posto nel suo fantasma come figlio della relazione incestuosa con il padre. Questo alimenta la rivalita e la gelosia nei confronti della nuova moglie del padre. In un,altra serie di sogni, per esempio, lei indossa un maglione rosso stando di fronte al padre e a sua moglie che porta un abito dello stesso colore. Oppure sogna di essere nella casa del padre, sente di occupare un posto abusivamente, e presto viene la moglie del padre a scacciarla e a riprendere il suo posto legittimo. Per questi aspetti si tratta di un Edipo tipicamente moderno, multireferenziale nell,assortimento dei partner, una variante rispetto a quello classicamente autroungarico. E, naturale che la figura della rivale nella gelosia non sia la madre, che appare tardi nella sua vita, giacche i primi tre anni ha vissuto con la nonna materna, e tutti i ricordi piu intensi dell,infanzia ruotano intorno al padre. Quando la madre appare si vede poco o in modo poco significativo. D,altra parte la gelosia non puo che rivolgersi alla donna verso la quale il padre manifesta il proprio desiderio.

Se il posto di Alberto nel fantasma di Emma e chiaro in senso freudiano, dal nostro punto di vista possiamo aggiungere una caratterizzazione che spiega perche il suo miglioramento, che viene da un cambiamento di posizione rispetto al fantasma materno, sia contiguo e causalmente correlato alle crisi di panico della madre: Alberto non e solo l,oggetto, frutto dell,incesto fantasmatico, e anche un sintomo di Emma, e come tale fissa il suo godimento contenendo l,angoscia. Nel momento in cui Alberto si sfila da questa posizione crolla tutto l,edificio protettivo di Emma e lei non sa piu bene a cosa appigliarsi.

Alberto e infatti un cardine della costruzione famigliare in cui Emma si e rifugiata per salvarsi dal padre. La separazione fisica dei genitori, quando la madre deve cercarsi un,altra casa, coincide con il suo abbandono del liceo: per quanto riuscisse bene negli studi era troppo provocatoria ed entrava continuamente in conflitto con gli insegnanti. Cerca un lavoro qualsiasi e li incontra Lorenzo. Sulle prime le era antipatico, poi parlando si accorge che non le dispiace e decidono di fare un figlio. Non e che s,innamorano, si fidanzano, fanno l,amore, si lasciano travolgere dalla passione o semplicemente si mettono insieme o convivono. No: parlano e decidono di fare un figlio. O almeno cosi vanno le cose nel suo racconto. Non e che lei non sia innamorata di Lorenzo: e solo che Lorenzo ha un posto conseguentemente all,idea di avere un figlio anziche il figlio essere frutto della relazione d,amore. Lei viveva ancora con la nonna. Al terzo mese cominciano le nausee, e tra le varie cose che le danno nausea c,e l,odore del sudore di Lorenzo, cosi insopportabile da rifiutare ogni contatto con lui. Non lo vuole piu, non vuole piu ne lui ne il bambino. Va a fare gli esami necessari per abortire, trova il personale sanitario sgarbato, manda tutti al diavolo e li pianta in asso. Decide cosi di tenere il bambino. Intanto lega di nuovo con Lorenzo. All,ottavo mese di gravidanza (di solito le cose saltano all,occhio prima !) la nonna si accorge del suo stato e informa la madre. Le fanno fare altri esami e le suggeriscono di abortire (sembra un po, tardi per questo consiglio !). Lei si indigna e se ne va. La madre allora si mobilita, compra la quota di una cooperativa casa, qualche coperta, qualche piatto, e cosi comincia la storia della convivenza di Emma e Lorenzo.

Si vede dunque che Alberto e il primo mattone della sua costruzione famigliare di Emma, e che viene prima di Lorenzo, in un certo senso: prima decidono di fare un figlio e poi inizia, dopo qualche sobbalzo, viene la loro relazione.

Lorenzo, prima ancora di essere il compagno, e essenzialmente il padre di Alberto, Ma e un padre vicario, quello che da a Emma il bambino che il padre le ha negato quando le ha vietato di vedere Pietro. Questo inquadra la funzione di Alberto nell,economia libidica di Emma: direi che separa le due facce del padre. Una volta mi descrive in modo incisivo queste due facce. Una presenta il padre con la barba sfatta, gli abiti sciatti, un po, sporco: e quando e buono, gradevole e la coccola. L,altra lo mostra con il viso rasato, in ordine, pulito: e quando e cattivo, di una cattiveria senza limiti. Il solo limite era l,amore, ma quando era cattivo poteva fare tutto, era un altro uomo, e lei non riusciva piu a riconoscere nessun segno d,amore che potesse fermarlo. Alberto ha la funzione di importare, nella vita di Emma lontano dal padre, quel che di lui e irrinunciabile tenendo a distanza l,imprevedibilita che in un istante fa sparire la barba sfatta per esibire la dura freddezza del volto ben rasato. Ma quest,aggressivita e volubilita appartengono ormai anche alla figlia, lo abbiamo visto nel suo comportamento all,incontro con Lorenzo e in qualche modo si sono trasmesse anche a Alberto. Lui, che doveva stabilizzare le cose, e risultato ingessato in una posizione dove ha poca possibilita di movimento. La rigidezza e la stitichezza corrispondono al tentativo di controllo del desiderio della madre da cui e investito con una forza che lo marca stretto, assegnandogli la duplice funzione di fissare il godimento incestuoso del rapporto di Emma con il padre e di stornarne l,aggressivita. La presa desiderante di Emma su Alberto e analoga a quella del padre su di lei, anche se realizzata con altri mezzi. Un giorno Emma mi mette in mano una lettera del padre, scritta quando lei era adolescente dopo un momento di conflitto e che lei ha conservato con un sentimento misto di timore, indignazine e ammirazione. La riporto perche mi sembra mostrare con chiarezza una posizione desiderante che non lascia nessun margine alla figlia nella scelta tra l,adesione totale o la rivolta.

"Non e vero, Emma, (come tu temi o credi) che io in questo momento stia facendo il braccio di ferro con te per vedere chi tiene duro piu a lungo, chi fa cedere l,altro per primo.

Questi son giochi che van bene tra fidanzati. Ti voglio bene, soffro perche non ti posso vedere e parlare: cerca di capire che io non sono nella condizione di potere o volere scegliere se volerti o meno. Non posso che volerti, perche io sono tuo padre e tu sei mia figlia.

Nessun malumore, nessun litigio o diverbio puo cambiare questo fatto.

Detto questo, ti devo parlare non solo con la voce del sentimento ma anche con quella della ragione. E qui cerca di capire bene:

1 - non posso far niente contro il fatto che, se io ti contrario su qualcosa di importante per te, tu scappi da tua madre e lei accetti la cosa. E, stata una scelta tua e, se lo vuoi, spetta a te tornare su questa scelta. Io ti voglio bene, ma sei tu a dover decidere se ti serve avere un padre che si occupi di te. E una volta per tutte per favore ;

2 - io mi occupo di te a modo mio, secondo le mie idee e i miei valori. Che sono miei e di nessun altro. Per intenderci: non sono quelli di tua madre, ne quelli di mia madre, ne quelli di P Š, ne quelli di RŠ. Richiedo e ascolto i consigli di tutti (primi fra tutti i tuoi): ma decido da solo e ho i miei punti di vista. Per essere chiari: se stai con me vai in vacanza dove e con chi permetto io, compri i vestiti che io ritengo opportuno comprarti, e cosi via ;

3 - e assolutamente distruttivo, doloroso, nocivo per tutti, che tu ponga in alternativa lo star con me o lo star con tua madre: hai bisogno dell,aiuto di entrambi (su certe cose e piu brava AŠ, su altre io). Quello di cui non c,e assolutamente bisogno e che tu faccia male a te stessa per costringerci ad andare d,amore e d,accordo. "Qualunque cosa tu possa fare di bello o di brutto, noi, d,amore e d,accordo, non andremo mai piu". Del resto, t,assicuro, di questi nostri ("non tuoi") problemi fra pochi anni potrai fregartene del tutto: e non ti fara "che bene".

Il mio affetto per te non e qualcosa che puo esserci o non esserci: c,e e basta. Se tu vuoi servirti di me, se senti che ti sono necessario (o meno), se vuoi che io mi occupi di te, tutto questo lo devi decidere tu e non posso deciderlo io al tuo posto.

Tuo padre.

C,e la seduzione, la minaccia, l,intimazione, l,affermazione orgogliosa di se, la forza affermata insieme al suo limite, ma che non scende a trattative. C,e prendimi o lasciami, insieme a un diniego che alla figlia adolescente non sfugge affatto: "questi giochi non van bene tra noi ma tra fidanzati". Se ha sempre conservato questa lettera, non lo nasconde, e perche l,ha sentita come una dichiarazione d,amore. E anche la violenza del padre, proprio perche esprime insieme la sua furia impotente, la sua debolezza, e una dichiarazione d,amore. Lo e soprattutto in un episodio dove la violenza e quella di un uomo che esprime la prepotenza del desiderio nei confronti della figlia.

E, un episodio che mostra in modo narrativo e drammatizzato il mathema della due facce, e che presenta in modo paradigmatico il vortice di passione, di gelosia e di violenza che ha formato il rapporto di Emma con il padre e di cui Alberto e erede.

Emma non ha nessuna difficolta a riconoscere il fascino che il padre esercitava su di lei. Fin dall,adolescenza aveva sempre abbracciato e difeso gli ideali di quest,uomo cosi intellettuale, cosi sempre dedito a interminabili discussioni astratte, di irresistibile capacita argomentativa. A volte passava ore misurandosi con lui in sfide dialettiche, giacche lui ci teneva che lei acquisisse le sue stesse capacita intellettuali e verbali. L,eristica paterna era pero insuperabile e avrebbe potuto dimostrare qualsiasi cosa, anche che in quel momento stavano camminando sulla luna. Dietro il lato intellettuale e idealizzato c,era pero il lato violento che una volta si scarico su di lei come una tempesta divina lasciandola tramortita.

Aveva allora sedici anni. I suoi erano gia separati. Per quell,estate la madre era via e lei era assegnata al padre, che era in Liguria in attesa di partire per la Spagna. Lei stava trascorrendo le vacanze in Abruzzo, ma aveva in quel periodo un ragazzo di cui era pazzamente innamorata e che voleva rivedere. Dall,Abruzzo telefono al padre chiedendogli se poteva andare a casa, e lui rispose di no. Emma, che non stava piu nella pelle dalla voglia di rivedere il suo fidanzatino, trasgredendo il divieto paterno torno egualmente a Milano dove, nella casa paterna ma all,insaputa del padre, trascorse tre giorni con il suo giovane innamorato. Quando e il momento di rimettere tutto in ordine e ripartire si accorge di non ritrovare piu le chiavi di casa. Per quanto cercate disperatamente le chiavi non saltano fuori, e cosi, volenti nolenti, e la trasgressiva fuga d,amore a saltar fuori. Emma telefona al padre per dirgli come stanno le cose e lui la invita a raggiungerlo in Liguria. Lei non pone tempo in mezzo e si affretta a prendere il treno. Alla stazione c,e il padre, che e venuto a prenderla. L,abbraccia, la bacia, la stringe a se, le dice di essere stato in pensiero, le chiede perche non lo avesse avvertito. La consola dicendole che l,importante per lui ora e vedere che lei sta bene. Poi vanno a casa, dove c,era anche la nonna paterna. La porta in cucina, invita sua madre a uscire per una passeggiata chiedendole di chiudere la porta a chiave. Poi chiude a chiave anche la porta della cucina. Attimo di suspense, poi, d,improvviso, si scatena il cataclisma, la fine del mondo: lui l,aggredisce a pugni, a calci nello stomaco, sbattendola contro i muri, rovesciando i mobili, lacerandole i vestiti, e va avanti fino a che non la vede pesta, sanguinate e piena di lividi.

Piu ancora che dalle botte lei e distrutta dal voltafaccia, dall,inganno, dal senso di tradimento. Ma la sera, quando e a letto, il padre la raggiunge, le si siede accanto, con tono suadente le domanda perche non gli avesse parlato, le dice come lui abbia sempre cercato il dialogo con lei, che non cercava altro che capirla. Lei, blandita, risponde quel che le sembra essere la verita: aveva desiderio di vedere di vedere quel ragazzo, lui glie lo aveva negato e lei non aveva resistito. Non e la risposta giusta, perche il padre, visibilmente, di nuovo si irrita, comincia a perdere le staffe e poi di nuovo scatta come una furia riprendendo a picchiarla, strappandole la camicia da notte, trascinandola giu dal letto per i capelli, e tutto il seguito di amenita di cui quest,uomo era capace. Quando alla fine la bufera si placa e ancora lei a chiedere scusa al padre per averlo messo in condizioni di comportarsi cosi.

Questo episodio e all,origine di un sogno ricorrente, che si ripresenta in diverse forme proponendo sempre lo stesso tema. Lei torna nella casa del padre, a volte ci sono alcuni amici, altre vole e sola. C,e un po, di disordine. Deve mettere a posto prima che tornino il padre con la seconda moglie. Sono fuori in genere per qualche festivita, perche sono in vacanza, o sono usciti per qualche spettacolo. Lei deve far presto per uscire di casa prima del loro ritorno e cancellare le tracce del suo passaggio. Le cresce man mano l,ansia fino a diventare un,angoscia che la sveglia, e lei si rende conto di non essere uscita.

Altre volte sogna la casa del padre vedendola da fuori. E, ordinata, bella, pulita. Prima, quando ci vivevano lei e la madre, tutto era sudicio, unto, il balcone sempre in disordine. Ora tutto e armonioso, e sul davanzale c,e persino un fiore, una calla, che lei considera un segno di falicita. Chi l,ha messo ? Deve averlo messo "lei" (la seconda moglie). E lei, Emma, che avrebbe voluto quella felicita, aveva avuto invece solo la rabbia, la violenza, lo sporco.

Questo tema dello sporco e innestato su fantasie di prostituzione che appaiono in un sogno in modo abbastanza esplicito. Deve trovarsi un lavoro e una casa, si dirige verso sud, va in Puglia, va verso il mare. Sono luoghi bellissimi, ma completamente bruciati, ed e peccato che posti tanto belli siano cosi rovinati. Pensa poi che deve fare qualcosa per vivere e apre un locale con una vasca di idromassaggi. Arriva suo padre. Sulle prime e stupita e intimorita, poi gli dice ; "Hai avuto due occasioni per essere felice ; una con tua moglie e una con l,altra donna. Se le cose non ti funzionano non e a causa di quel che ti sta intorno, e perche sei tu che non vai", e si allontana.

A parte il ruolo di massaggiatrice attribuitosi nel sogno, che non lascia molti equivoci, trovo espressiva la connotazione dei luoghi, bellissimi ma bruciati, rovinati. Sono i luoghi delll,infanzia: posti di mare, una Liguria che il sogno traveste da Puglia. Sono pero anche la lirica della bellezza caduta in rovina, del sentimento sporcato dal desiderio, dell,amore esploso nella violenza erotizzata. Questo negarsi al padre come terza occasione di felicita (ma in realta occasione prilmaria distrutta dalle altre due), e la stessa mossa sottrattiva con cui perde le chiavi di casa per far sapere al padre di esserci stata. E, un modo di dire "Non ti obbedisco", ribellione adolescenzale, ma e anche un modo di sottrarsi al suo desiderio stuzzicando la sua gelosia.

Un altro sogno e ancora piu esplicito sulle fantasie di prostituzione. Si vede nella sua casa, anche se non ne riconosce le caratteristiche. Doveva prostituirsi e aspettava una persona. Era preparata nel modo giusto: gonna corta, autoreggenti, pushup, tacchi a spillo. Si accorgava che qualcosa le mancava, forse un rossetto, che sarebbe stato adatto per l,immagine con cui doveva presentarsi. Arriva la persona che aspettava e - colpo di scena - e una donna. Devo farlo egualmente, si dice, perche in fondo e solo una prestazione professionale. Entra in camera e si rende conto che c,e suo padre che dorme.

Sarebbe interessante sviluppare questo aspetto dei fantasmi di prostituzione in rapporto ad alcune vicissitudini iniziali della sua vita coniugale con Lorenzo, un passaggio difficile quando lui ha perso la testa per un,altra donna e per un momento e sembrato che tutto dovesse crollare, mentre invece ha tenuto. Lorenzo, pur amato, non e mai stato l,uomo del desiderio, e le fantasie di prostituzione sono la traccia di un risvolto irrealizzato della sua vita, chiuso in una lampada di Aladino che non ha nessuna intenzione di strofinare, almeno per il momento, e che, credo, l,analisi deve mettere in luce senza sollecitarlo.