World Association of Psychoalanysis

 

LA CREATURA PERFETTA

Paola Francesconi

 

La depressione successiva alla propria separazione coniugale induce un uomo, che gia da vari anni ha superato la trentina, a domandarmi una psicoanalisi. Peraltro, la conclusione della sua vicenda matrimoniale si e conclusa in modo relativamente indolore, cosi come il distacco dalla figlia. Con quest,ultima, avuta in eta molto giovane, dice di avere un rapporto superficiale, quasi di imbarazzo a sostenere di fronte a lei una posizione di una qualche autorevolezza, accompagnato dalla sensazione di una scarsa "naturalita". In uno dei primi sogni che mi porta emerge effettivamente un rapporto poco naturale, anzi un po oscuro, con la paternita. Il sogno e il seguente: il paziente aveva trascorso la notte a dormire in uno studio di cui non sa dire se fosse il suo, o quello di un suo cliente. Al suo risveglio, nota per terra delle gocce di sperma, ma non le riconosce come sue, arriva il cliente e gli chiede spiegazioni ; egli risponde che non sa di chi siano.

Ecco dunque un soggetto che si presenta all,analisi con un preciso interrogativo rispetto alla paternita, ed e questa la ragione per cui si e rivolto ad un analista. Una cautela iniziale si imponeva per almeno due ragioni: primo, perche occorreva verificare fino a che punto si era spinto il misconoscimento della funzione paterna, secondo perche egli non presentava un sintomo vero e proprio, al di la del suo aspecifico umore depresso.

La questione sulla paternita, qui solamente posta, ha cominciato ad articolarsi nel modo proprio a questo soggetto solo molto tempo dopo la sua entrata in analisi. Entrata che non e pero estranea a tale questione iniziale, in quanto, come vedremo, trasforma l,interrogativo sul padre in un interrogativo sulla donna. L,interrogativo con cui il paziente e entrato nel lavoro analitico vero e proprio puo formularsi cosi: che cos,e una donna perche un uomo la desideri, cioe la preferisca a un,altra ? Ora, poiche il padre e, appunto, colui che, legandosi a una donna, rinuncia al godimento onnipotente del padre mitico di "Totem e Tabu", che gode di tutte le donne, e evidente che la questione su che cos,e una donna coinvolge il soggetto a livello della propria identificazione al padre, radice dell,identificazione virile. Il difetto di identificazione virile in questo individuo e riscontrabile nell,atteggiamento dimissionario dal proprio ruolo di marito e di padre, dal misconoscimento (cfr. il sogno) del proprio sperma come anello di trasmissione nella catena delle generazioni. Vediamo dunque qual,e stata l,entrata in analisi, esaminero poi in cosa consiste la sua posizione soggettiva.

Questo individuo, fino a quel momento un malato senza sintomi, ha cominciato, a un certo punto, a presentarne uno. Mi dice che, puntualmente, prima di recarsi alla seduta, avverte un bisogno irrefrenabile di defecare. A testa piegata osserva le feci che fuoriescono e gli sembra, dice, di fare delle figurine di sterco, in tutto somiglianti a delle figure femminili. La prima, aggiunge torvo, e lei, poi viene Milena, Eleonora, ed elenca via via le numerose donne con cui ha avuto ed ha dei rapporti sessuali. Che cos,e una donna per questo paziente ? E,, ne piu ne meno, che un pezzo di sterco. Il paragone con l,Uomo dei Topi viene facile: tanti topi, tanti fiorini, tante donne, tanti scibali. Le donne per lui sono metonimiche, in serie, non ce n,e una che egli possa nominare in modo diverso dalle altre. Di fronte all,enigma del desiderio femminile la risposta del paziente e quell,equivalente universale che e il simbolo anale. Due dettagli tratti da due sogni differenti possono illustrare ulteriormente questo aspetto: nella scena finale di un primo sogno egli andava incontro a una donna giovane che gli ricordava la sua analista, ma non era lei perche aveva i capelli lunghissimi ; in un altro sogno si trova con una donna che gli sembra Monica, ma la chiama con il nome di sua moglie. In ambedue i sogni egli non sa che nome dare a una donna: nel primo, si tratta di una donna che egli sostituisce all,analista, nel secondo si tratta di una sostituzione di nome.

L,intensa eccitazione sessuale che lo coglie di fronte a delle suore, che egli aspira a corrompere eroticamente, si spiega nello stesso modo: le suore sono un,ulteriore immagine di donne in serie, con una divisa uguale per tutte, divisa che le rende meno enigmatiche.

Poter godere di tutte le donne nello stesso modo gli consente di quantificare il godimento eterosessuale frammentandolo sintomaticamente in unita di godimento: egi sa esattamente cosa vale una donna, e dunque cosa vale il godimento che puo trarre da essa. Il tentativo di simbolizzare tutto il godimento e un sogno tipico dell,ossessivo, che non manca pero di dimostrare la sua impossibilita.

La posizione di questo pz. di fronte al godimento non e, infatti, univoca: accanto al godimento eterosessuale ci sono in lui altre modalita di godimento che lo contraddistinguono, e che rivelano meglio la sua carenza a livello della identificazione paterna. La tendenza a stabilire rapporti omosessuali si e presentata ripetutamente nella sua esistenza: nel corso dell,analisi, tali rapporti non sono piu consistiti in esperienze di tipo fisico, ma sono rimasti a livello di relazioni di complicita con alcuni amici, di frequentazione di ambienti gay o locali malfamati. Da non trascurare, inoltre, un dettaglio relativo al passato: da giovane, egli si e prostituito a donne della buona societa piu anziane di lui: insomma e stato, anche se per un periodo breve, quello che si dice un gigolo. Facendo astrazione un attimo dalla figura di partner femminile che emerge da questo dettaglio, e che non e l,oggetto anale, ma la donna dominante dal godimento osceno e feroce, vediamo di considerare qual,e la posizione soggettiva ricavabile da queste forme di godimento fuorilegge del paziente, in particolare il godimento omosessuale. Mi serviro di un sogno: uscendo con la propria automobile dal parcheggio di un supermercato, viene urtato violentemente da un ragazzino in motorino. Scende dall,automobile e il ragazzino lo conduce a casa sua. Li incontra i componenti della famiglia del ragazzino: il padre disoccupato, dalle fattezze tarchiate, numerosi fratelli, e la madre, l,unica a lavorare per mantenere la famiglia. Il padre se ne sta taciturno, in ombra, mentre la madre, temendo di dover pagare i danni dell,incidente, fa al paziente dei discorsi dal tono riparativo, ma incomprensibili. "Io, dal canto mio, dice il pz., cercavo di spiegare qualcosa di ugualmente incomprensibile anche a me stesso". Gli elementi del sogno che mi paiono pertinenti al tema che intendo trattare sono tre: la significazione fallica legata all,automobile, l,urto omosessuale che il paziente riceve dal ragazzino, la figura del padre "godente", fannullone e taciturno. La discussione sul come quantificare il danno risulta incomprensibile per ambedue le parti in causa: in essa si riflette l,incapacita del soggetto stesso a simbolizzare il godimento omosessuale. In altri termini, egli non sa quanto si paga per questo godimento presentificato dall,urto della sua automobile e il motorino del ragazzo. Nella posizione del padre triviale che sta in ombra senza intervenire nella discussione, si ripercuote una carenza a livello del significante paterno per il soggetto: egli non ha ricevuto dal padre la sanzione per il proprio godimento fuorilegge. Se la funzione del padre e quella di significare al soggetto il debito simbolico da pagare in cambio del godimento che si riceve, e proprio qui che si segna l,inesistenza del proprio padre per il pz.. Inesistenza che si puo tradurre come misconoscimento della castrazione implicita in ogni godimento.

Schematizzando, si puo dire che nel "godimento eterosessuale" il pz. si sostiene in un,identificazione immaginaria al padre onnipotente che lo aiuta a simbolizzare questo godimento nella modalita ossessiva dell,equivalenza donne/feci. In questo modo egli riesce a quantificare il godimento ma fallisce, come abbiamo visto, nella ricerca del nome da dare al desiderio femminile.

Per altro verso, nel "godimento omosessuale" fantasmatico, il pz. si situa in opposizione immaginaria al padre. Il sostegno fallico immaginario gli viene qui non dal padre, ma dall,altro uomo, con il risultato di sganciare ancora di piu il godimento dalla legge, e quindi di separare il godimento dal suo valore significante, dal debito simbolico.

Fino ad un certo punto, la posizione soggettiva del pz. e stata quella di scotomizzare la propria divisione soggettiva unilateralizzandola sul proprio oggetto di godimento, diviso tra oggetto eterosessuale e oggetto omosessuale ; dal canto suo, egli si manteneva nell,identificazione, ora in positivo, ora in negativo, al padre immaginario. Mantenendo divisi i due godimenti egli si manteneva intero in tale identificazione immaginaria, egoica.

A un certo punto del percorso analitico, si produce un nuovo elemento. Egli si fa convincere da un amico, con cui intrattiene un rapporto di grande complicita, ad avere un rapporto sessuale a tre, loro due con una donna. Il pz. dice di essere attirato dall,idea di vedere come gode l,amico, piu che dall,idea di godere di una donna. Si trattava, a questo punto, di mettere un limite alla trasgressione oscena in cui il soggetto si stava spingendo sotto la fascinazione esercitata su di lui dall,altro uomo. Il modo per evitare che egli trovasse la soluzione di sussumere godimento omosessuale ed eterosessuale in un unico godimento onnipotente, non era certo, semplicemente, quello di interdirglielo.

Il percorso analitico, fino a quel momento, aveva portato questo individuo alle soglie di una enucleazione della questione della paternita, ed egli, come fanno molti ossessivi, reagiva con il colpo di coda della ricerca di una ulteriore fantasia di perversione.

Occorreva innanzitutto, appunto, non interdire, ma guastargli, per cosi dire, il godimento che egli traeva dalla fascinazione verso l,amico, rovinandogli l,immagine ideale di quest,ultimo. Cio mi fu reso possibile da un sogno. Il paziente girava in bicicletta attorno a un edificio enorme, altissimo, trasportando sulla canna un bambino. Il bambino era angosciato, forse, dice il pz., a causa della separazione tra me e sua madre, io cercavo di tranquillizzarlo, ma ero angosciato anch,io. Gli dissi che nel sogno si trattava della stessa cosa del rapporto a tre: lui e il bambino, esattamente come lui e l,amico, si facevano coraggio di fronte a qualcosa, qualcosa attorno a cui giravano, e che riuscivano ad affrontare solo facendosi forza reciprocamente. La sostituzione della figura del bambino a quella dell,amico, operata dal sogno, e stato cio su cui poter far leva per ricondurgli il rapporto di fascinazione con l,altro uomo a un rapporto di paternita, mentre, come ho gia detto, fino a quel momento l,altro uomo giocava un ruolo oppositivo al padre. Al tempo stesso, l,alter ego ideale rappresentato dall,amico veniva colpito da una significazione di impotenza che rompeva il suo potere di fascinazione sul soggetto. Dopo la mia interpretazione, il pz. dice che gli viene in mente un sogno di tempo addietro in cui egli trovava un padre e un figlio morti nella loro casa: di quell,immagine, lo aveva colpito come essi apparissero "indifesi". E, facile ormai intendere che cosa e quel qualcosa rispetto a cui essi erano indifesi: e quel fallo minaccioso rappresentato nel sogno precedente dall,edificio altissimo attorno a cui lui e il bambino giravano, e nella scena del rapporto a tre rappresentato dalla donna attorno a cui lui e l,amico si davano da fare. Lo stile delle relazioni sessuali del pz. testimonia di questa sua angoscia di fronte al fallo femminile: egli infatti sopporta di stabilire un rapporto con una donna solo al prezzo di ridurla a scarto, sterco, a fallo degradato. Oppure, per altro verso, come risulta dal suo breve passato di gigolo, egli lo sopporta al prezzo di ridurre se stesso a scarto, prendendo pero le distanze da questa donna dominante facendosi pagare. Il rapporto a tre e il sogno attraverso cui il suo incoscio lo ha interpretato hanno segnato un ingresso definitivo nella problematica paterna, affacciatasi all,inizio della cura.

Solo a quel punto e potuto affiorare con il nuovo carattere di scena primaria un episodio gia raccontato. Il padre e la madre del pz. ballano nel salotto al suono del giradischi, e lui, un bambino di circa sei anni, se ne sta impietrito sulla soglia, con le lacrime agli occhi, ad osservare i due che volteggiano. Ritorna qui il tratto, che abbiamo gia visto nel sogno e nel rapporto a tre, tratto che potremmo definire come un "girare attorno": il giradischi che gira, il padre e la madre che girano danzando.

Il pz. confessa per la prima volta di provare una certa inibizione a ballare, inibizione tragica per lui data la sua frequentazione assidua di sale da ballo. Questa sua inibizione e la stessa della pietrificazione sulla soglia, e la stessa che governa la sua posizione voyeuristica rispetto al godimento dell,amico nel rapporto a tre. E, la stessa inibizione a reperire e fare proprio un tratto di identificazione al padre nel rapporto di questi con la madre. Il tono depresso con il quale si era presentato all,analisi puo cosi spiegarsi come il marchio affettivo della posizione di separatezza in cui gran parte della sua sintomatologia ossessiva trovava espressione: la gioia fallica ha luogo dove lui non puo accedere, in una scena di cui puo essere solo spettatore. Egli restera a lungo fermo sulla soglia, distante dalla domanda di una donna, che, per lui, trasformerebbe il miraggio di una gaiezza fallica in un assillo, in una pressione assordante.

La coppia genitoriale che volteggia esprime inoltre la difficolta a situare, oltre l,immaginario, il punto di capitonamento tra domanda dell,uno e desiderio dell, altro dei due, congiunzione da cui avrebbe potuto isolarsi un tratto identificatorio. Il pz. ricorda che, da piccolo, la madre gli aveva confezionato un paio di pantaloncini neri, senza tasche, attillatissimi ; egli ne era molto orgoglioso e andava dicendo agli amici che glieli aveva regalati un ballerino. Questi pantaloncini rappresentano il costume immaginario con cui egli si e identificato al padre, ma solo per la via di un godimento supposto a lui, il godimento del ballerino. L,immaginario supplisce qui, da un lato, all,opacita del significante identificatorio paterno, e, dall,altro, fissa il soggetto alla posizione di fallo materno, avvolto dalla madre in una sorta di guaina che contorna il suo essere. Vedremo piu avanti come il particolare dell,aderenza al corpo di questo indumento confezionato dalla madre pervada l,attivita pulsionale del pz., messa in atto da lui con la scultura, e poi con la fantasia ultima di modellamento del corpo dell,Altro. L,effetto di questo posizionamento immaginario del soggetto nel desiderio della madre mantiene quest,ultimo fuori nominazione da parte del significante fallico paterno: questo rimanda alla difficolta del soggetto, prima ricordata, a nominare una donna, a dare un nome al desiderio femminile. Da svariati, piccoli particolari della vita familiare dei genitori, appare come sia la madre a chiedere, mentre il padre e piuttosto taciturno ed enigmatico. Una frase dialettale che la madre era solita rivolgere al padre per sapere se fosse arrabbiato, o contrariato per qualcosa, era la seguente: "g,a t,al pipi ?", che in italiano si potrebbe tradurre con: hai per caso il broncio ? L,evocazione sessuale del significante dialettale "pipi" pone a carico della madre la domanda di sesso. Il pz. ricorda che la madre nominava in modo buffo l,organo sessuale di lui bambino, ed egli aveva finito con il preferire di chiamarlo come gli aveva insegnato il gruppo di amici maschi che frequentava, confermando la sua opzione di dipendenza dal gruppo di uomini, piuttosto che dalla coppia parentale per quanto atteneva alla nominazione fallica.

Le varie forme di allontanamento del pz. dalla posizione paterna avevano culminato nell,abbandono di tale posizione con la figlia, allora adolescente, andandosene dal tetto coniugale. L,effetto di superamento fantasmatico della barriera dell,incesto che lo teneva "pietrificato" e "impacciato" di fronte a lei, avvenne proprio in coincidenza con la separazione e, anzi, ne fu reso possibile: i suoi legami sentimentali, quando si presento all,analisi, erano prevalentemente con donne molto piu giovani di lui, poco piu che coetanee della figlia.

Veniamo ora ad esaminare il destino del sintomo iniziale, il senso che esso assunse all,interno del lavoro analitico e lo sbocco che ha trovato come risposta alla sua spinta ad allontanarsi dalla paternita. La produzione delle "figurine di sterco", scomparsa come comportamento coattivo in un rapporto di metonimia con le sue sedute, trovo modo di dispiegarsi in uno stile di produzione di sogni e racconti che a poco a poco costruirono un mondo pulsionale dove l,idealizzazione piu estrema rivelava la faccia sottostante di degradazione. I sogni avevano per lui un valore di perfezione di difficile riscontro nelle analoghe situazioni della realta, erano vere e proprie emanazioni anali del suo essere, come l,averli paragonati a rappresentazioni "a tutto tondo" non manco di fargli intendere: cos,altro infatti poteva evocare un,immagine "a tutto tondo" se non quella della merda ? Egli arrivava alle sue sedute lasciando li i suoi pezzettini di sterco, questo era estremamente importante per lui: li depositava li, e ripartiva pulito e contento. Impedirgli di raccontare, o correggere alcune sue affermazioni inneggianti all,universale (all,omogeneizzazione degradante), del tipo: "Io le donne le so riconoscere dall,odore", cosi: "Ma andiamo... e impossibile riconoscerle dall,odore... questo e proprio ridicolo !", mobilizzo qualcosa della sua fissazione anale, con tutto cio che portava con se, come abbiamo visto, di obiezione alla normativizzazione edipica.

Gia nel passato, il pz. aveva provato a cimentarsi nella pittura, soprattutto riproducendo per divertimento opere d,autore ; ora comincio a mostrare un interesse nuovo per la scultura, cui lo aveva avvicinato la partner attuale. Si procuro dei pezzi di marmo e con questi, o anche con la creta, si mise a modellare figure femminili, soprattutto immagini di madri con bambino. Fu con divertita sorpresa che egli accuso ricevuta della frase che gli faceva notare come, dall,essere stato scultore con la merda, egli si era trovato ora ad essere scultore con la pietra. Nondimeno, occorreva distinguere tra opera d,arte e questione sintomatica che tale atto gli poneva. Il soggetto scolpito, madri con bambino, aveva un nesso stretto con l,attualita della sua situazione sentimentale: la sua compagna era madre di due figli, e cio gli poneva dei non facili problemi riguardo al riconoscimento paterno da parte loro, data la nuova, dopo la separazione coniugale, prolungata tenuta di questo suo legame con una donna.

Come molti uomini che non osano affrontare la castrazione femminile, egli si era scelto una donna madre, coperta nella propria mancanza desiderante. Nell,immagine della donna col bambino egli scolpiva, per cosi dire, il memoriale del proprio rapporto con la madre, al riparo dall,intervento paterno. Era riuscito a ridurre nella creazione significante con la pietra la fantasmagoria anale con cui moltiplicava quasi all,infinito i tratti che contraddistinguevano i suoi oggetti, ma a condizione di mettere cosi un velo sulla castrazione. Un sogno di questo periodo ne da testimonianza: egli era in casa, con indosso un accappatoio, dalle cui tasche tirava fuori capelli di donna ; alcuni erano della sua compagna, ma ne vedeva sempre altri, sempre di piu, tanto da risultargli quasi impossibile eliminarli anche con l,aspirapolvere. I capelli ben rappresentano quella sorta di testura, per cosi dire, del pelo, messa in evidenza anche da Freud come velo sulla castrazione femminile che, pur nella significazione di sporco cui si accompagna per il pz. (i capelli come sporcizia, come merda), costituiscono la tranquillizzante barriera, o velo, il cui sollevamento e per lui fonte di angoscia. In molti sogni, infatti, compariva la ex moglie la cui domanda pressante, o a sorpresa, provocava il risveglio. I capelli, come i figli della sua compagna, erano proprio il velo posto sulla domanda e sul desiderio di una donna.

E, tuttavia interessante considerare come in lui la scelta, in quel determinato periodo, di una partner con queste caratteristiche, il ricorso alla scultura, il piccolo travaglio relativo alla sua attivita del dipingere abbiano preparato una svolta nella direzione di trovare una via d,uscita all,impasse fantasmatica che pote meglio precisarsi da quel momento in avanti. Riguardo alla pittura egli avvertiva ormai la riproduzione di quadri d,autore come un limite da superare, aspirando a delle produzioni piu personali ; ma, nel momento di prendere in mano il pennello, provava una sorta di piccola inibizione, come se gli si parasse davanti una "soglia" difficile da oltrepassare. La determinazione edipica di tale inibizione "sulla soglia" apparve chiara nel rimando letterale a quella scena infantile dei genitori che ballavano di fronte a lui, impietrito, appunto, sulla soglia. La difficolta provata si sciolse e disvelo il senso inconscio che la pittura aveva preso per lui come parziale soluzione sublimatoria all,impasse edipica: a differenza del voyeur, che proietta il fallo sulla scena primaria, sulla scena della castrazione originaria, egli aveva deciso di mettere un velo su tale scena, tramite la rappresentazione pittorica. L,effetto di disinibizione nel dipingere, accompagnato dalla sensazione di avere superato una soglia, lo portarono di fronte, in un modo nuovo, alla verita che il velo nascondeva. Attonito per il senso nuovo che cio stava prendendo per lui, mi dice di avere notato che spesso i suoi quadri presentano in una luce opaca, o in vario modo "schermata", l,immagine del sole, che a volte si riduce a una tenuissima traccia. Il sole, cio attorno al quale tutto gira, era proprio cio su cui egli metteva il velo: gli indicai cosi la ragione per la quale egli dipingeva, e in che modo egli intendeva trovare una via d,uscita non ripetitiva all,elemento del "girare attorno", di matrice edipica.

La pittura e la scultura gli aprirono una prospettiva di piu ampio respiro rispetto alla maniera di contabilizzare l,oggetto anale cosi come faceva nel suo lavoro, dove manipolava dei complessi calcoli e delle cifre numeriche con un atteggiamento che rilevava del rituale: in un certo senso, tale trasposizione gli impedi la fissazione nella contabilizzazione ritualistica. Anche con la scultura, infatti, egli effettuo un passaggio dal comportamento rituale della defecazione in serie, a un dispiegamento piu rivelatore del fantasma soggiacente a tale sintomo. E vengo qua a cio che mise in evidenza il fantasma proprio a questo soggetto.

Abbandonato dalla partner madre di due figli, incontra una donna con cui instaura una relazione improntata a una fortissima attrazione sessuale: questa donna non e madre, ma soffre di vari problemi soggettivi per i quali e seguita da uno psicoanalista da vari anni. La precedente aveva i figli, questa partner ha la propria nevrosi, piu invalidante, a paragone della condizione attuale del paziente, che, appunto, trova in questo una ragione di tranquillita rispetto alle proprie inquietudini di fronte al desiderio femminile. Essa e, ai suoi occhi, piu malata di lui, ha qualcuno che la segue, che si occupa di lei, alleggerendolo del peso di cio che, seppure in misura minore, egli vive ancora come la domanda pressante di una donna. L,intenso godimento sessuale che egli raggiunge con lei, e che gli era sconosciuto con le partners precedenti, passa, egli dice, "per le mani" ; la ricopre di carezze, anche "pesanti", su ogni parte del corpo di lei, e il piacere consiste soprattutto in questo. Finalmente egli ha raggiunto la certezza di cosa lo fa godere di una donna, ovvero la possibilita di toccarla dappertutto.

Tale raggiunta certezza sul proprio godimento ha fornito la chiave del suo fantasma: l,atto sessuale equivale per lui all,atto di scolpire una donna, di modellarla. Le sue inibizioni ad entrare a far parte della gioia fallica, il suo tenersi lontano a guardare, ora con rabbia, ora con superba distanza, celavano l,ideale di una perfezione creazionista, che rasentava un vero e proprio mito della creazione. I propri sogni, le produzioni mentali, gli oggetti fantasmatici che depositava in analisi come emanazioni anali del proprio essere, cosa che, che per un lungo periodo, gli consenti di vivere con un sollievo notevole dalle proprie angosce, costituivano le creature perfette di cui egli era il demiurgo, per cosi dire, senza padre, liberato dall,identificazione paterna. Il tratto paterno a partire dal quale desiderare una donna, cosi difficile da estrarre dal proprio padre "ballerino", era stato sostituito, nel fantasma, dalla posizione del creatore che defeca la propria idea dell,oggetto, materializzando l,oggetto ideale del suo pensiero nell,oggetto scarto.

Una volta esplorate le varie significazioni della donna come escremento, ne era affiorata la valenza ideale, in un rapporto quasi rovesciato tra valore ideale e valore di castrazione, che appariva invece inizialmente in primo piano nella defecazione sintomatica. La scelta erotica della donna che egli poteva scolpire, modellare a suo piacimento, si sosteneva sul suo attaccamento idealizzante all,immagine di un alter ego narcisistico che egli voleva rendere simile a se. Rinunciare alla donna ideale, scolpita a propria immagine e somiglianza, come la creatura perfetta del proprio pensiero, e risultata infine la via da percorrere per uscire dal corto circuito fantasmatico che trasforma inevitabilmente, e ripetitivamente, l,ideale in merda. In tale corto circuito, infatti, la partner oscillava dall,incarnare l,oggetto di un godimento completo, a trascinarlo nella considerazione che non era lei, cosi volubile, la donna che avrebbe voluto al suo fianco.

Quello che il soggetto imparera a sperimentare come regime dell,incontro, della contingenza, e non piu della separazione dall,Altro, o dell,isolamento con le creature del suo pensiero, sara la soluzione che alla fine scegliera come "saper fare" con le donne/escremento che incontra, chi piu, chi meno escremento dell,altra, ma nessuna "escremento ideale". E, cosi che egli ha acconsentito alla via indicatagli dall,analista in questi termini: quando non vorra piu scolpire una donna a sua immagine, allora ci saranno per lui delle nuove possibilita...