World Association of Psychoalanysis

 

COMPLICAZIONI OSSESSIVE NELL'ISTERIA

Maurizio Mazzotti

 

Presento qui due casi clinici che hanno un elemento in comune, un tratto ossessivo che complica la posizione soggettiva isterica e, in diverso grado, il transfert.

1° caso

B. ha ventisei anni quando si rivolge a me per uno stato d,ansia fortissimo vissuto nelle relazioni con le persone, gli amici, che la obbliga spesso a non uscire di casa, a declinare inviti etc. Sul lavoro le cose vanno meglio perche lei lavora nella ditta del padre, "nella mia azienda". Questo stato di cose peggiorato negli ultimi tempi, in realta e iniziato da un po,, all,epoca del liceo, per esempio, accusava forti ansie in relazione alla scuola, non riusciva a stare insieme con gli altri. Insomma il suo disagio ha gia una certa storia. Ora pero e diventato insopportabile. Dividerei tre momenti, che possano scandire lo sviluppo di questa cura. Il primo e quello che polarizza l,entrata in analisi, il secondo che situa l,emergenza di una posizione soggettiva inconscia, il terzo che isola alcune prospettive.

Il "primo" momento si delinea rispetto all,insieme del materiale che concerne la situazione familiare di B., che si situa come discorso relativo ai "rapporti del soggetto con la realta", su cui interverranno varie rettificazioni determinate dal primo progressivo rivelarsi di componenti edipiche che implicano ben diversamente il soggetto nella realta suddetta. Una prima linea di queste componenti si registra lungo l,asse che collega i fratelli e il padre, sia gli uni che l,altro implicati per contiguita fallica in sogni in cui, pur con tutto il fastidio che le provocano, e l,assurdita di cio che rivelano, e posta per la prima volta di fronte ad un certo punto di vista, non dei piu contemplati da lei. Per esempio in uno di questi primi sogni B. e in casa, e in camicia, sotto ha le mutande, arriva il padre e, cosi per scherzo, le solleva la camicia ! Questo sogno rilancia tutta una serie di considerazioni relative alla infastidente propensione del padre a voler intervenire nella sua intimita, a esigere certe limitazioni, addirittura, sul lavoro, a vigilare a sproposito facendo delle battute infelici per esempio se lei da il suo biglietto da visita ad un cliente d,affari, il padre, subito dopo le dice di non esagerare a dare i suoi biglietti da visita etc., e tutto cio le richiamava il ricordo in cui all,epoca dei suoi primi fidanzamenti giovanili, una sera rincaso tardi e il padre ancora sveglio le diede una sberla e le disse "puttana !". In un altro sogno, ancora, c,era il fratello maggiore a letto, che aveva contratto una brutta malattia perche era andato con una prostituta e lei s,infilava nel suo letto e li prendeva anche lei la malattia. L,affiorare dell,implicazione edipica diretta in relazione al padre o ai fratelli si segnava in particolare attraverso l,emergenza di questa significazione della "prostituta", che avrebbe piu avanti acquisito il suo peso, come diro tra poco, all,interno della posizione sintomatica del soggetto.

In relazione alla madre risalta una forte idealizzazione che contrasta con la posizione di superiorita che B. afferma di avere anche in ragione della vittoria da lei riportata sulla madre, avendola di fatto esautorata e sostituita nelle responsabilita sul lavoro, in azienda, a fianco del padre. Per esempio un equivoco colto in un,affermazione che era intenzionalmente riferita proprio a sua madre, e che doveva ribadire una volta di piu la sua posizione subordinata in relazione alle decisioni prese dal padre in azienda, fece affiorare un rovesciamento sorprendente. B. mi dira: "mia madre mi ha abituatata a non contare niente". Non era contemplato che si potesse trattare di B. e dell,emergere di un rovesciamento di posizioni tra lei e la madre, un rovesciamento che in piu assume tutto il suo valore nel contesto edipico, poiche situa la madre in quanto senza rivali in relazione al padre. Che la madre fosse senza rivali sul piano edipico fu perfettamente confermato dalla progressiva ammissione di tutta una serie di idee che la collocavano in quanto fallo vitale, capace di trascinare il padre, di smuoverlo, di animarlo, e senza il quale quest,ultimo sarebbe stato poco piu che un ameba. L,ammissione della posizione della madre che identifica per lei una certa posizione del fallo femminile in quanto vivificatore, mentre, al contrario, la paziente denuncia la difficolta, se non l,impossibilita, a situarsi lei stessa allo stesso modo, lei che invece risulta essere acida, fastidiosa, rigida e poco animata, verra poi definita in modo significativo in un sogno molto importante a questo proposito e anche per il seguito di cio che emergera nella cura su questo punto. Il sogno, fatto in questo primo periodo della cura, e quello in cui al suo fianco, lei lo vede con la coda dell,occhio, c,e un ,oggetto che "incombe", che sembra una canoa, che pero tende ad avere una forma molto allungata, nera, che infine le ricorda una bara. Le associazioni significative furono quelle sulla canoa, che rinviano sia alla madre sia ad un,immagine fresca di memoria perche aveva appena visto il film di Walt Disney "Pochaontas", dove appunto c,e una giovane nella sua canoa, che e l,immagine di una sessualita viva, vivificante, ammirevole etc. Nel sogno invece al suo fianco questa canoa diventava una bara, rivelando cosi il punto problematico: al posto in cui la madre colloca il fallo vivente, animato e animante, per lei "incombe", invece, l,ombra di un tratto mortificante, che lambisce la sua posizione. Al di sotto dell,idealizzazione della madre come fallo vitale, si presentava quindi l,"incombere" di un tratto problematico di mortificazione soggettiva, che, al di la del sogno, aveva per esempio gia dato consistenza sintomatica ad una intenzione che B., come mi dichiaro confessandomelo, non a caso, solo successivamente all,emergere di questo materiale, aveva in serbo gia da parecchio tempo, e che era decisissima a mettere in atto: si trattava di prendere un appuntamento con un chirurgo plastico per rifarsi il viso, e di andarci con una fotografia della madre affinche il chirurgo vedesse come doveva rifarle i lineamenti. L,idea rifletteva molto bene l,assunzione del tratto mortifero su di se, attraverso la fissazione alienata dell,immagine fallica idealizzata della madre. La svolta su questa intenzione, che avrebbe realizzato cio che altrimenti "incombeva" come ombra della morte, fu un elemento decisivo per giungere alla delucidazione di quello che mi apparve come il sintomo d,entrata in analisi per questo soggetto.

Un sogno, fatto poco tempo dopo, consenti di collegarlo anche al transfert: la paziente era in una stanza. Da un buco usciva un serpente che si dirigeva verso di lei e "mi avvolge", lei dice. Terrorizzata non riesce o non puo piu sfuggire e allora pensa che deve restare ferma, immobile. In questo sogno troviamo lo stare ferma, bloccata in un immobilismo che le impedisce di darsi da fare, che e esattamente il suo sintomo, collegato qui al legame transferale, nel senso della tensione oppositiva immaginaria che lei aveva presentato all,inizio della cura. In altri termini la dimensione della sfida immaginaria, a livello del transfert, si collega al nucleo di mortificazione che contrassegna la sua posizione in quanto immobile, ferma, chiusa all,Altro. La dimensione dell,"essere avvolta" dal fallo-serpente erotizzato narcisisticamente e anche cio in cui essa e prigioniera, perche si traduce in un,immobilita ; lei sta li ferma, in opposizione all,Altro, godendo di questa fallicita che l,avvolge ma che la fissa, a differenza della madre, in una posizione poco vitale e vitalizzante. E, dunque il sintomo di questo essere rigida, immobile che si delinea come il sintomo d,entrata, in cui il tratto isterico del sottrarsi alla posizione d,oggetto, si complica dell,elemento della mortificazione immobile. Non molto tempo dopo ritroveremo la medesima costellazione quando B. mi racconta che, incontrato un ragazzo, hanno avuto un rapporto sessuale a casa di lei, nella camera dei genitori, entrambi assenti. Subito dopo l,atto ha avuto come la sensazione che il padre fosse morto, e questa sensazione l,aveva proprio mentre era li nel suo letto. L,associazione poneva quindi in prima linea il legame tra il rapporto sessuale e la morte del padre, riproponendo l,implicazione del tratto mortifero associato alla messa in gioco dell,erotizzazione fallica nel contesto del legame edipico con il padre.

L,isolamento di questa condizione d,entrata in analisi ha segnato un passo nella cura, e prova ne era proprio l,accentuazione che ne e seguita, sul piano del transfert, di questa complicazione ossessiva, che si manifesto con lo sviluppo di una forma ritualizzata della sfida immaginaria di cui ho detto. Come nel sogno di fronte al serpente la paziente accentuo la strategia dell,immobilismo, del restare ferma, e a livello del transfert tendeva ad adottare questa stessa strategia, per il tramite di un ritualismo ossessivo: all,inizio di ogni seduta mi ripeteva sempre la stessa frase, assurta cosi al rango di formula rituale: "non ho fatto sogni... posso andare ?", a cui seguiva un ostinato silenzio. Era pronta cioe ad una sorta di variante sintomatica della seduta ultra breve. Fu necessario un dislocamento della posizione dell,analista per superare questo ostacolo, un dislocamento che consistette nell,assumere da parte dell,analista il "semblant" di un certo grado di isterizzazione di fronte alla estremizzazione rituale della componente ossessiva della paziente, ma mantenendo una scansione, un, insistenza, in modo da non lasciare spazio all,immobilismo del rituale. Indubbiamente la manovra analitica per superare questo livello della sfida ossessiva ha rappresentato in questa fase della cura di B. un momento cruciale, perche difficile e delicato, non esente da qualche rischio anche se inevitabile, ma ha aperto un passaggio, come ha dimostrato il seguito della cura, consentendo alla paziente un certo grado di simbolizzazione di quel che per lei si presentava dell,analisi come castrazione immaginaria. Non a caso infatti proprio alcuni effetti di spostamento di sue precedenti posizioni sintomatiche si sono realizzate proprio in concomitanza e in seguto all,aver essa ampiamente ceduto sulla sua sfida ritualizzata a favore del lavoro analitico. Mi riferisco non solo alla scomparsa delle sue ansie e difficolta, nelle relazioni che esulavano dal limitato spazio del lavoro, quindi ad un, ampia e felice ripresa della sua vita sociale, ma anche all,essersi spostata dal suo rimanere ferma, immobile a voler restare ad abitare in casa dei genitori, cedendo quindi sul godimento del "sono ferma li" a "dividere" la coppia edipica, per andare a vivere in una casa propria.

Quello che indicherei come "secondo" momento della cura analitica di B., e, stato contrassegnato da alcune scansioni soggettive che hanno definito una posizione inconscia, che traduce un fantasma edipico, affiorata gia in parte nella fase iniziale, e dal farsi piu presente nel lavoro analitico del rapporto con l,altro sesso, con la sua connotazione fortemente improntata ad un certo grado di "degradazione della vita amorosa". L,emergenza di un legame edipico erotizzato con il padre, gia apparso inizialmente, si delineo all,interno del fantasma della prostituta, specificamente come prostituta del padre. Un sogno importante venne a connotare questo fantasma, che poi fu ripreso dall,emergere di altro materiale. In questo sogno B. era per strada. Su un muro una nicchia con dentro un "tabernacolo", che di fatto e la cassaforte dell,azienda di famiglia. In questo tabernacolo-cassaforte ci sono i soldi delle prostitute. Di fronte c,era un grande palazzo dell,"autorita costituita" che "tollerava" che li ci fosse la cassa delle prostitute. Le associazioni verterono direttamente sulla cassaforte, perche effettivamente lei preleva i soldi di cui ha bisogno accedendo direttamente alla cassaforte dell,azienda. In questo sogno quindi affiora, attraverso il nesso tra la cassaforte e il tabernacolo, la posizione agalmatica del soggetto in quanto prostituta del padre, fantasma che si realizza proprio nell,impresa di famiglia, "la mia azienda" come B. l,aveva definita fin dai primi colloqui. La messa in evidenza di questo legame fantasmatico al padre contribui all,allentamento della rimozione su questo punto, consentendo associazioni nuove tra ricordi, sogni e comportamenti a cui fino a quel momento la paziente non aveva dato alcuna importanza, che non gli erano mai apparsi nella luce nuova sotto la quale ora poteva considerarli. Per esempio, ora non le parve piu cosi "naturale", una certa abitudine, che invero poteva ora affermare di aver avuto fin da piccola, cioe, quando aveva bisogno di soldi, andava direttamente nella giacca del padre, sfilava il suo portafoglio e li prelevava, e soprattutto questo piccolo comportamento poteva ora collegarlo direttamente alla significazione inconscia della prostituta emersa nel sogno visto che si era accorta che era la stessa cosa che le era capitata di fare anche con i suoi fidanzati del momento, quando la circostanza la spingeva a chiedere loro un piccolo prestito di denaro. "Fin da piccola, sono abituata a prendere i soldi "a" mio padre", disse, facendo il lapsus che sostituiva "a" a "da", e specificando quindi la radicalita di questo prendere come un prendere "a" lui, che e un prendere clandestino, un sottrarre al padre quel fallo esente dalla castrazione che e al contempo espressione del godimento fuori legge legato alla posizione inconscia della prostituta del padre. Il fatto stesso che, fin dall,inizio della cura, lei avesse sempre dichiarato di non avere molti problemi sul lavoro, che le sue ansie e difficolta erano all,esterno, nel campo delle relazioni sociali, si poteva ora spiegarlo con la relativa stabilita che questo fantasma della prostitua del padre, in seno all,impresa di famiglia, poteva assicurarle, mantenendola nel godimento di una posizione agalmatica, "tollerata", sostenuta dall,Altro. Qui l,identificazione al valore agalmatico della prostituta del padre le consente un recupero narcisistico di una posizione fallica, ma tale posizione, d,altro canto, e sempre appesantita dall,ombra che incombe, di un immobilismo devitalizzante, anch,esso legato al padre che non vuole che "mi dia da fare", essendo in questo senso un padre che consolida un certo grado di chiusura di B. ad un rapporto piu vitale e vivo con il suo desiderio.

Nel "terzo" momento di questa cura collocherei quindi alcuni termini che attualmente segnano la ripresa delle questioni attinenti ai suoi legami con gli uomini alla luce del fondamento del sintomo che ho delineato. I legami con gli uomini sono stati resi possibili man mano che la cura ha migliorato le condizioni dei suoi rapporti sociali in generale, aprendo quindi la strada a maggiori possibilita di frequentare e incontrare ragazzi con cui stabilire dei rapporti. La caratteristica principale in cui questi rapporti si costruiscono e che "non diventano mai dei rapporti seri", e del resto, seppur lei se ne lamenta, che lo diventino non e l,obiettivo a cui lei punta. B. preferisce infatti "vagabondare" un po da uno all,altro, divertirsi, dando appuntamento ad uno ad una certa ora e presentandosi invece da un altro etc. Non c,e traccia in queste relazioni di un suo coinvolgimento amoroso e lei afferma che con ciascuno dei suoi "fidanzati" non deve dimostrare niente: "so che cosa vogliono da me ma non so che cosa potranno avere da me", dice con un enunciato la cui enunciazione suggerisce ancora una volta la sua posizione trattenuta, che non lascia spazio alla collocazione di qualcosa di diverso dalla posizione definita nel solco del fantasma della prostituta. Un,altra frase e un sogno possono ancor meglio servire a riassumere il punto attuale del problema. La frase e colta sul filo di un equivoco, non senza sorpresa da parte sua, per la radicalita che esprime: raccontandomi una volta di piu delle sue uscite a feste con amici dove spende parecchie energie, volendomi far notare il sollievo che poi le da il suo rientro a casa, dove si riposa etc. mi dice: "provo gioia quando rientro a casa mia e non trovo nessuno", affermazione che esprime indubbiamente il tratto di un sottrarsi al rapporto con l,uomo e segnala contemporaneamente il godimento con cui lei per prima si fa agente del "deserto" sentimentale, che pur lamenta, ma esprime anche il tratto devivificato di questo fare deserto dell,Altro, perche il ritrovarsi con "nessuno" e goderne e come avvolgersi in una fallicita chiusa su cui appunto "incombe" l,ombra della morte.

Nel sogno ci ritroviamo sullo stesso terreno ma con una piu ampia articolazione. B. lo fa la sera successiva ad un rapporto sessuale con il fidanzato del momento, durante il quale si era verificato un "incidente", la rottura del preservativo, che l,aveva molto preoccupata durante tutta la giornata. Nel sogno lei e in casa, quella in cui viveva con i genitori, in camera sua ; apre l,armadio e vede che e pieno di topi appesi all,armadio, alcuni di essi morti. Carica d,angoscia chiama il padre perche risolva lui il problema. Si sveglia. La prima associazione immediata e il ricordo dell,"incidente" del giorno prima, di cui ho appena detto, la seconda e quella riguardante i topi appesi nell,armadio: cosi come li vedeva le ricordano un po i feti. Il sogno risponde quindi direttamente all,incidente della rottura del preservativo e ne mostra le conseguenze per il soggetto: quel che produce nel suo "armadio" la rottura del preservativo sono i feti-topo, alcuni di loro gia morti. In altre parole l,inseminazione fallica, il contatto con il fallo generatore si trasforma in lei in un oggetto d,orrore e/o morto. Non c,e vita o traccia di vita che ne nasca, ma al suo posto c,e una degradazione mortificata del fallo che qui arriva addiruttura a delinearsi nell,oggetto fobico, i topi appesi. Prova ne e proprio l,appello al padre, che rafforza la natura fobica dell,oggetto che e venuto al posto di cio che avrebbe ben diversamente dal topo presentificato il fallo dentro di lei, dentro il suo "armadio". Nel sogno tale appello al padre si pone altresi in netta opposizione a cio che B. incontra, come fallo vitalizzante, nella relazione al desiderio dell,uomo, confermando una volta di piu che quel che avevamo incontrato nel fantasma edipico della prostituta, non era che supporto di un godimento mortificato del suo essere, estrema barriera difensiva in relazione al desiderio dell,Altro.

Da questi due ultimi esempi, la frase e il sogno, si espunge che il tema del momento, cioe il tema del "deserto sentimentale", si trova articolato integralmente con la posizione del soggetto delineata dal sintomo, e che e quest,ultimo che ne definisce il limite e il reale in gioco. La paziente ha, dalla cura, gia guadagnato in "liberta" dai vincoli ristretti delle angoscie e ansie che la immobilizzavano entro lo spazio edipico dell,azienda-famiglia ; e ora molto piu a suo agio nel circuito piu ampio delle relazioni sociali che e capace di costruirsi e di vivere. Tuttavia in relazione al desiderio dell,Altro nel rapporto possibile con un uomo ha davanti a se il reale che il suo sintomo presentifica, il non darsi da fare che devitalizza la sua posizione di desiderante. Ora pero, B. e in condizione di puntare a che la cura prenda in carico l,elaborazione di una separazione piu radicale dal padre, dal padre che alimenta in lei la sua fissita fallica mortificante, che la sostiene in un godimento che fa deserto dell,Altro.

2° caso

Quando F. mi consulta per la prima volta e studentessa di medicina al 5° anno di studi, e i suoi problemi del momento sono di forti ansie accompagnate da svenimenti che le impediscono di recarsi all,ospedale e in altri luoghi. Ora ha anche difficolta a proseguire i suoi studi, e accumula ritardo allontanando il momento della sua laurea. I temi su cui si focalizza il suo discorso fin dall,avvio di cura sono due: la sua posizione di "orfana" affettiva, in particolare del padre e la scissione dell,oggetto d,amore, il fidanzato e l,altro uomo. I collegamenti tra i due temi non mancheranno via via di presentarsi non senza produrre alcuni effetti di sorpresa.

Il tema dell,"orfana" affettiva vale specialmente per il padre, ma non si limita a lui, anche la madre e parca di sentimenti. Il padre e l,uomo del "no", e colui che sempre si e opposto a tutti i suoi progetti, senza dimostrarle mai alcuna fiducia, fin dall,adolescenza. La scissione dell,oggetto d,amore e invece il punto a cui conduce subito il discorso relativo al rapporto con il suo fidanzato. Quest,ultimo e suo coetaneo, anch,egli studente universitario, che lei vede un po, depresso, rinunciatario, e che pensa spesso di lasciare anche se poi non si decide mai a farlo. Lei sente contemporaneamente pero una forte attrazione verso uomini piu grandi di lei di eta, che hanno anche un ascendente intellettuale, e di cui mi porta alcuni esempi nel passato ma anche nella sua vita attuale. Sono loro che diventano l,oggetto di molteplici sogni erotici e della sue stesse fantasie masturbatorie. Essi sono al centro di una corrente libidica che si esprime nel sogno e nelle fantasie ma nella realta lei li ha sempre tenuti a distanza, ha rifiutato nettamente le loro avances quando ci sono state. In altri termini cio che si delinea in questa scissione dell,oggetto d,amore e che F. ama l,uomo adulto ma al contempo rifiuta di esserne sottomessa, e quindi vi si oppone. Se resta legata al ragazzo che, come mi dira, "non riesco a vedere come un uomo grande" e perche su di lui essa esercita di fatto una certa autorita, riprendendo qui un tratto che contrassegna la posizione della madre nei confronti del padre. Un sogno importante per chiarire questo punto fu il seguente: F. e in bagno con il suo fidanzato e fa pi-pi mentre gli parla. Arriva poi un uomo a cavallo molto deciso, che inizia a darle delle frustate. Lei e bloccata, intimorita e pensa di fuggire. Le associazioni sull,uomo a cavallo la portarono al tema dell,uomo grande "che mi sovrasta" ; del particolare delle frustate, diro tra poco. Per ora voglio sottolineare come questo sogno metta in evidenza il senso inconscio della divisione sintomatica dell,oggetto d,amore: da un lato il fidanzato che e li insieme a lei mentre lei e nel bagno a fare pipi: esattamente come la madre del piccolo Hans con Hans che se lo portava nel bagno, qui il fidanzato e la metonimia del suo, di lei, piccolo fallo, mentre il grande fallo e nell,uomo a cavallo che la sovrasta e con il quale lei e in opposizione, ben rappresentata dalla scena delle frustate che riceve.

La divisione tra il fallo che non e per lei causa del desiderio ma che tuttavia le consente di non esserne sovrastata, anzi di essere lei a governarlo, ed e questo il fallo di cui lei gode, e il fallo che e causa del desiderio ma di cui non sopporta la supremazia, e di cui rifiuta di godere, rappresentava sicuramente per F. una valida questione d,ingresso nell,analisi, tutt,altro che secondaria in relazione ai sintomi che F. aveva denunciato all,avvio, gli svenimenti, le difficolta a proseguire l,universita e non ultima la grande tensione conflittuale che le procurava la presenza del padre.

Quel che la cura apporto successivamente fu, infatti, la possibilita d,interpretare in rapporto al padre i sogni in cui l,uomo adulto presentificava il desiderio erotico nei suoi confronti, e questo fu possibile in quanto questi sogni o fantasie erotiche avevano spesso per oggetto il cognato, un uomo intellettualmente capace, di grande stazza fisica, pieno di gentilezze nei suoi confronti, dal quale era intimorita e per il quale nutriva anche una grande stima "come padre". In uno di questi sogni per esempio il cognato era nel letto dei suoi genitori, nella stessa posizione del padre... In una fantasia di rapporto sessuale non c,era il cognato ma un professore che abita sopra l,appartamento dei genitori, un uomo da lei molto ammirato, che e "sempre stato un magnifico padre", che ha frequentato per tanto tempo e poi, dice con un lapsus, "l,ho lasciato io". Questa interpretazione che si fece strada nella cura permise di far emergere cio che era rimasto sotto traccia rispetto alla presentazione del rapporto al padre come Altro che la tiene a distanza, come Altro che presentifica un certo rifiuto, dando alla sua posizione di "orfana" sentimentale non solo il carattere dell,amore rifiutato dall,Altro, ma dell,amore rifiutato proprio perche amore incestuoso verso il padre. Solo su questa base si poteva spiegare un dettaglio che F. aveva portato relativo al fatto che a volte quando in presenza del padre sentiva dentro di lei tutta quella tensione che la mette profondamente a disagio, aveva poi la sensazione che il padre potesse all,improvviso colpirla, picchiarla. Questo dettaglio rieccheggia con quello che compariva nel sogno del cavaliere che la frustava. La sensazione di poter essere picchiata dal padre, all,improvviso e senza ragione apparente non era che il rovescio immaginario del senso di colpa per l,amore incestuoso verso il padre, nella misura in cui si presenta come amore rifiutato dal padre, l,amore di cui il padre la lasciava "orfana".

Occorre anche precisare che nonostante la divisione interna all,oggetto d,amore che si raddoppia con quella della sua opposizione a subire la supremazia dell,Altro, il fidanzato, nonostante fosse da lei collocato nella posizione del piccolo altro e non del grande Altro, veicola con se l,ombra del padre in quanto, come si vedra meglio successivamente, portatore del "no", dell,assenza di fiducia nei suoi confronti. E, cio che l,aveva spinta a dire che "era passata dalla padella alla brace" ; cioe che il padre aveva voluto sempre il peggio per lei e che ora tutto cio si presentava anche con il fidanzato ; quest,ultimo riprende cosi il tratto negativo del padre, e questo aspetto era stato tutt,altro che secondario nel fissare per lei l,inizio dei problemi, quando si misero insieme, dopo che lei era arrivata tranquillamente al secondo anno di universita, applicandosi solo allo studio. Il fidanzato aveva messo il dito sulla piaga ; nonostante lei avesse tenuto a distanza il suo desiderio per l,uomo grande, isolando il fidanzato nella metonimia del suo piccolo fallo che lei puo governare, attraverso di lui l,ombra della castrazione prelevata sul padre ha fatto capolino ugualmente, disequilibrando la situazione, aprendo la crisi soggettiva che l,ha portata alla cura.

Alle coordinate d,avvio di cura, che ho qui sintetizzato, fece seguito un,ampiamento del materiale in cui era vieppiu confermata la divisione dell,oggetto, da un lato, e il tratto edipico dell,amore rifiutato per il padre dall,altro, ma quello su cui vorrei soffermarmi ora e un punto che, da un certo momento in poi, e divenuto il suo problema piu grande, dove si e concentrata una grande difficolta soggettiva, in rapporto alla quale si situa una sequenza della cura che dividerei in due momenti, la prima relativa ad un certo livello d,interpretazione del problema, la seconda, che ne e una conseguenza, in cui si precisa una componente la cui presa in carico analitica diverra decisiva per il seguito della cura. Il problema era rappresentato dal venire in primo piano di fortissime difficolta al proseguimento dei suoi studi, in primis di fronte agli esami da fare e piu ampiamente rispetto al compimento degli stessi con l,acquisizione della laurea, il cui pensiero la metteva fortemente in ansia e che poteva calmare solo se si "vedeva" a lavorare in un ufficio e non in clinica o in ospedale, nell,esercizio effettivo della professione di medico. La ragione del suo rallentare gli studi di fronte alla prospettiva, non poi cosi lontana, della laurea era motivata dall,idea di non poter riuscire, di non essere in grado di fare il medico, e cosi via ; in tal modo ogni volta che si presentava la scadenza di un esame il periodo precedente diventava un inferno, con insonnia, angoscia e idee continue di abbandonare tutto, di buttare via tutto quello che aveva fatto finora per dedicarsi a cose piu semplici, piu tranquille etc. Quella che poteva presentarsi come un, inibizione, insediatasi ad un certo punto e con notevole intensita, non era pero tale ; si rivelava piu per il suo carattere sintomatico di angoscia di fronte all,esame o alla prova, proprio perche dietro all,esame si profilava la dimensione del grande Altro di fronte a cui si era esasperata la difficolta soggettiva. Una sequenza sviluppatasi tra un interpretazione e un sogno come risposta, risulto decisiva per poter delineare la configurazione inconscia che legava l,angoscia dell,esame e il rinvio della laurea. Al termine di una seduta, nel momento di prendere il successivo appuntamento, F. mi fa presente che forse sara necessario un piccolo spostamento di orario perche avrebbe avuto un esame quel giorno, anche se probabilmente avrebbe terminato presto perche, mi dice, quel giorno era "tra le prime". L,interpretazione verte nel sottolineare l,equivoco, per lei che non si era mai presentata per essere tra le prime. La notte stessa sogna: e con il padre che decide di tagliarle i legamenti che vanno dal ginocchio al piede, una cosa che lei non voleva che lui facesse. Lei e pietrificata dall,angoscia. Poi visto che c,e, il padre le taglia anche la sua coda di capelli. Il sogno, come dicevo, e la risposta all,interpretazione dell,essere tra le prime: la risposta e di questo tono: sono tra le prime ma come donna, cioe castrata. E, questa la risposta che dovevamo trattenere per poter ipotizzare che questa era la prospettiva entro la quale leggere il suo rinvio della conclusione di laurea. Piu infatti lei si avvicina ad ottenere questo titolo, "maschile", piu si ritrae in quanto castrata, tagliata dall,Altro paterno che qui e la presentificazione dell,Altro, fantasmatico, della castrazione assoluta. La stessa parola, come dimostrava appunto l,angoscia dell,esame, i sogni relativi ai suoi silenzi completi in presenza del cognato, l,uomo grande, e anche il tratto transferale che identifica per un attimo la seduta all,esame e che e seguito da prolungati silenzi in seduta, la stessa parola viene tagliata di fronte a questo Altro. Il sogno porta in luce indubbiamente i termini chiave di una posizione soggettiva, che mette insieme una catena di associazioni e ricordi infantili sui "tagli" dati dal padre alle sue richieste e ai suoi progetti etc. con la problematica della sua posizione femminile, via castrazione, che emergeva specialmente in termini di difficolta di fronte all,Altro grande. Ora questa scansione che il sogno aveva realizzato, di mettere in primo piano il ritirarsi di fronte all,Altro castratore, di ritrarsi in quanto castrata davanti all,ottenimento eventuale del titolo fallico della laurea, consenti ad F. di avanzare entro questa problematica, ed elaborare il rapporto tra questa dimensione del grande Altro demolitore e la castrazione femminile, come, per esempio, ancora affiorava in tutta la sua problematicita in un sogno successivo a quello del padre, in cui il grande Altro castratore appariva attraverso la figura di un professore universitario, particolarmente temuto da lei, e con il quale avrebbe dovuto di li a poco fare un esame, che voleva farle un intervento chirurgico per toglierle un "brufolo dalle grandi labbra", e questo intervento lei aveva la sensazione che fosse demolitivo. Un ,elaborazione che consenti d,intravvedere come anche lei fosse un po demolitiva nei confronti del desiderio dell,Altro, iniziando a coglierlo attraverso i suoi ripetuti "no" alle richieste avanzate dal fidanzato relative ai rapporti sessuali, per passare a come aveva "stroncato" l,entusiasmo di una amica che si era rivolta a lei per parlarle di alcune questioni etc., oppure attraverso la riconsiderazione di tutte quelle situazioni in cui aveva percepito o sognato che l,Altro si era stancato di lei, si dava per vinto dai suoi silenzi, che con lei non c,era niente da fare, ed io stesso ero stato collocato in alcuni sogni o fantasie nella posizione di chi dichiarava forfait di fronte alla mancanza di risultati. In altre parole l,evidenziazione della dimensione centrale della sua posizione di fronte all,Altro castratore, a cui lei legava intrinsecamente la propria mancanza femminile, consenti di aprire una strada all,interpretazione possibile di questa stessa dimensione in quanto modalita per tenere l,Altro, il godimento dell,Altro, a distanza, cioe come schermo fantasmatico per proteggere una sua posizione di padronanza, che, non a caso, assumeva un carattere problematico, angosciante proprio in rapporto agli esami. Analogamente l,aspetto tranquillizzante che aveva per lei il fatto che il suo fidanzato superasse a sua volta esami all,universita, e che la sua fantasia disangosciante era che loro due si laureassero insieme, contemporaneamente, perche in tal modo era sollevata dalla preoccupazione di laurearsi lei prima di lui, faceva emergere l,altra faccia, mascherata dal fantasma di castrazione di cui ho detto, dell,acquisizione del titolo fallico, la faccia piu nascosta, quella relativa al desiderio di rubarlo all,Altro il fallo. Una volta ritiratasi di fronte al grande castratore, lei puo, tenendolo a distanza, praticare non solo il desiderio di rubare il fallo ma di esercitare lei stessa una certa demolizione del desiderio dell,Altro: in questo modo emergeva nella cura il tratto che avrebbe rivelato un certa qual componente ossessiva della sua posizione, percepibile proprio al di la dello schermo protettivo della castrazione dell,Altro. La simbolizzazione di tale posizione, che ha impegnato il soggetto nel seguito della cura, e stata decisiva per consentirle di raggiungere l,obiettivo della laurea, consentendole cioe di lottare con il sintomo, passo dopo passo, anche faticosamente ma senza farla cedere alla piu volte paventata idea di abbandonare tutto proprio all,ultimo.