World Association of Psychoalanysis

 

LA PASSIONE DELLA LETTERA
Un caso di bulimia isterica

Massimo Recalcati

 

1. Lo scatenamento dell,anoressia

Lo scatenamento dell,anoressia di Giulia avviene nel corso del ricovero della madre per un tumore al seno. Giulia aveva 20 anni. Dopo l,intervento chirurgico a cui la madre ha dovuto sottoporsi e le sue dimissioni dall,ospedale l,anoressia restrittiva di Giulia tende a trasformarsi rapidamente in una forma compulsiva di bulimia. Le crisi bulimiche avvengono piu volte al giorno e Giulia deve ricorrere al vomito ogni volta per poter preservare il suo corpo magro. Giulia associa il momento del suo esordio anoressico ad una scena precisa: guardava sua madre smagrita e cadaverica nel letto in ospedale e rimase scossa dall,idea di poterla perdere per sempre.

2. Evento spartiacque

Quando aveva un anno i genitori di Giulia si separano. "Mio padre, dice, e l,uomo della valigia, l,uomo che se ne va". Eppure i ricordi della sua prima infanzia sono ricordi caratterizzati da una strana serenita. Vive con sua madre e frequenta regolarmente il padre che ha una vita affettiva irrequieta accumulando relazioni con donne diverse. Di questo periodo ricorda in particolare un,intimita fisica sia col padre che con la madre: ricorda il piacere di stare sola nel letto con la madre accarezzandosi reciprocamente e i pomeriggi passati davanti alla televisione col padre facendosi le "coccole". Un ricordo infantile, che non sa collocare temporalmente con precisione, si impone pero sugli altri: e col padre ; guardano la televisione ; suo padre e nudo e lei osserva il suo membro con "ammirazione". Ha avuto da sempre la sensazione di essere lei la "donna" del padre, di essere lei la piu amata anche tra tutte le donne che il padre frequentava dopo la separazione.

Questa intimita fusionale con il padre si interrompe quando il padre ha un figlio maschio da un,altra donna che diventera in seguito la sua seconda moglie. Giulia aveva otto anni. Questo evento appare nella sua storia come un vero e proprio spartiacque. La sua vita sembra dividersi in due: il tempo nel quale lei e figlia "unica" del padre e il tempo nel quale non lo e piu. E, in questo periodo, quello successivo alla nascita del fratellastro, che colloca anche delle scene di violenza nelle quali vede il padre picchiare e insultare la sua nuova compagna. Nasce in lei un risentimento verso il padre descritto come "insensibile", "egoista", "indifferente", come un "padre-padrone"...

3. Ritratto di un padre

Il padre e un uomo che "si e fatto da se". La sua professione di avvocato e stata una scelta voluta e perseguita con tenacia e coerenza. Per realizzare il suo "sogno professionale", il padre rinuncia ad un posto sicuro ufficio e s,impone rinunce e sacrifici. Suo padre ha origini indiane. Giulia ricorda a questo proposito una sorta di leggenda familiare - raccontatale dal padre stesso - secondo la quale la famiglia paterna avrebbe delle antiche origini ebraiche. Essa faceva parte di un grande assembramento di settanta famiglie che dalla Palestina sarebbero emigrate verso l,India intorno all,anno mille dopo Cristo. Questo grande gruppo familiare si doveva riprodurre a circuito chiuso. La legge che regolava le relazioni di parentela e lo scambio delle donne sanciva una sorta di "rovesciamento dell,esogamia": era proibito l,accoppiamento e la riproduzione con donne esterne alla famiglia. Il padre riferisce questa leggenda con orgoglio: "il mio sangue e puro !" dice.

La sensazione che ha sempre avuto di essere trattata come se fosse la donna e non la figlia di suo padre si sintetizza in un ricordo che Giulia colloca nell,eta puberale. Sta salendo le scale e il padre la segue in compagnia di un parente e commenta: "bello questo culo !".

A suo padre attribuisce una "vulcanicita" che lo rende, nello stesso tempo, "violento ed eccitante". Cosi immagina il padre nei rapporti sessuali con le sue donne: "violento ed eccitante".

Gli ideali paterni sono legati alla dimensione del lavoro. Avere una passione, realizzarsi professionalmente, dedicarsi con autenticita e serieta ad una professione sono principi etici che hanno orientato la vita del padre. Essere integrati socialmente, essere stimati, essere riconosciuti dall,Altro non per l,apparenza ma per quello che si e riusciti a realizzare nella propria vita sono enunciati paterni che condensano, secondo Giulia, la sua "visione del mondo". Nondimeno pero il padre vive, secondo l,interpretazione di Giulia, con un senso di inferiorita mai elaborato circa il suo essere "indiano". In particolare il colore scuro della sua pelle, che Giulia ha ereditato in parte essendo mulatta. Giulia infatti sente di aver ereditato cio che il padre rifiuta di se. Questo apre una divisione speciale: da una parte Giulia si e sentita profondamente amata, eletta come l,"unica" dal padre (almeno sino alla nascita del fratellastro), dall,altro ella incarna proprio cio che il padre vorrebbe cancellare di se. Per questo il lamento di Giulia verso il padre si specifica come un vero e proprio lamento d,amore: non mi ama per quello che sono - ovvero per quello che non ho - ma solo per quello che gli ho dato, ovvero il senso della paternita: "non e me che ama, ma il suo essere diventato padre attraverso di me".

4. Passione materna

La madre e una scrittrice affermata. Il suo desiderio e stato da sempre assorbito dalla lettura e dalla scrittura ma, in particolare, da quando, dopo la separazione dal marito, ha vissuto sola con sua figlia. Giulia non conserva ricordi di suo padre e sua madre insieme. Ricorda della madre la preoccupazione per la sua alimentazione. "Hai mangiato tutto ?" era un modo di dire tipico di sua madre. Ricorda "la spesa dei giornali" che la madre faceva quotidianamente come un evento felice. Dopo il padre la madre ha avuto altre relazioni con uomini ma l,idea di Giulia e che nessuno abbia mai preso il posto di suo padre e che la madre viva per il suo lavoro. Dalla madre Giulia "eredita", come mi dice, la stessa passione per la lettura e per la scrittura. Compie studi di Lettere e da qualche anno, dopo la fine dell,Universita, lavora in un giornale della stessa casa editrice della madre. Ricorda le letture fatte insieme alla madre come uno dei momenti piu belli della sua vita.

Avere vissuto sola con la madre sino a 26 anni ha fatto della relazione con sua madre una relazione fondamentale della sua vita. Giulia la descrive come una relazione di odio e di amore. Non sopporta la sua presenza, a volte invadente, inquieta, ma non riesce nemmeno a sopportare la sua assenza. Si sente come sacrificata a sua madre perche se non ci fosse stata lei a sostenerla dopo la separazione dal padre, sua madre, che Giulia descrive come una donna fragile e nervosa, non ce l,avrebbe mai fatta da sola.

5. "Posizione dominante"

La prima relazione affettiva e sessuale di Giulia avviene a 16 anni. E, un rapporto che durera tre anni. Nel corso di questa relazione la madre di questo ragazzo si ammala e muore di un tumore alla gola. Ricorda l,angoscia del fidanzato e una scena: la gola gonfia di questa donna morente nel letto d,ospedale. Pensa di non riuscire a sopportare che questo possa accadere anche a sua madre. Dopo la morte della madre di questo ragazzo finira anche la loro relazione.

Le sue relazioni affettive e sessuali dopo questa prima storia sono tanto numerose quanto deludenti. Esiste un filo rosso che fa da comune denominatore nella scelta d,oggetto e nella della relazione con l,altro sesso: sceglie uomini piu giovani di lei o con dei tratti "femminili" e nel rapporto assume sempre, dice, "la posizione dominante". In un sogno Giulia appare insieme ad un ragazzo e guardandosi le proprie gambe scopre dei peli. Associa le sue gambe del sogno a quelle particolarmente pelose del padre.

Nelle relazioni sessuali e lei che deve "guidare tutto quanto" e anche quando "fa l,oggetto" e si fa trattare violentemente e sempre lei che "conduce il gioco". Le piace provocare piacere al partner ma il suo problema e che il suo piacere si esaurisce solo in questo fare il piacere del partner. A lei non resta alla fine niente. E, questa la causa del senso d,insoddisfazione che accompagna regolarmente le sue relazioni affettive e i suoi rapporti sessuali.

6. Il sintomo bulimico

La sua domanda di cura si appoggia inizialmente sulla base del sintomo bulimico. Non puo piu continuare a vivere cosi. Domanda che qualcuno la fermi. La bulimia ha invaso da sette anni la sua vita e la paralizza. A volte inizia a mangiare e vomitare nel pomeriggio e puo continuare in questo riempirsi e svuotarsi fino all,indomani mattina. Quando viene da me, cinque anni fa, Giulia ha 27 anni e non ha ancora terminato gli studi universitari. Un altro aspetto della sua sofferenza e anche questo: "non riesco a concludere" dice in riferimento ai suoi studi. Ma questa inconcludenza ha un significato che Giulia estende a tutta la sua esistenza dominata dal suo "essere randagia", "sradicata", "instabile". "Niente mi soddisfa, niente mi placa, niente mi rende veramente felice". La bulimia costituisce da questo punto di vista una sorta di cura autoindotta con un effetto deangosciante: "quando mangio sto meglio, quando mangio mi separo da tutto, quando mangio non c,e piu angoscia...". Questo carattere genericamente "compensatorio" della bulimia lascera posto nel corso della cura all,emergere di una serie di tratti differenziali che permettono di cogliere, al di la dell,invarianza seriale del fenomeno, il valore assolutamente particolare del godimento bulimico per Giulia.

Sul rapporto tra la bulimia e la sessualita Giulia sente il bisogno di comunicarmi subito la sua teoria: "so che per la psicoanalisi c,e un rapporto tra i disturbi del comportamento alimentare e la sessualita... ma io sono un caso diverso. Per me mangiare non e un atto sessuale, ne una compensazione del rapporto sessuale come ho letto in certi libri ma e "meglio della sessualita". Io non evito i rapporti sessuali. Ho rapporti sessuali. Mi piace anche avere rapporti sessuali, ma nei rapporti sessuali non godo come godo mangiando. Sono due piaceri differenti. E se devo scegliere uno dei due non ho dubbi: preferisco il piacere di mangiare".

Una volta mi precisa che il piacere di mangiare ha "qualcosa in piu" del piacere sessuale perche "da l,illusione che sia senza limite". Le chiedo di provare a spiegarmi cosa intende con questo "senza limite". Giulia mi spiega allora che mentre nel rapporto sessuale lei vorrebbe potersi abbandonare come un oggetto nelle mani del suo partner e che questo non le riesce mai come vorrebbe perche deve poter tenere sempre una posizione di dominio, col cibo riesce invece a raggiungere una specie di abbandono. In questo senso il "piacere del cibo" da l,illusione di essere senza limite. Ma, aggiungera ben presto, anche questa e un,illusione perche ad un certo punto anche nel mangiare si incontra la percezione di "non poter andare oltre" e questa percezione di un limite, mi dira Giulia, provoca una delusione simile a quella che prova nei rapporti sessuali.

7. Mangiare la lettera

Nel corso dell,analisi emergeranno nuovi elementi che particolarizzano la modalita del godimento bulimico di Giulia. Tra questi quello piu importante concerne un annodamento speciale che si realizza tra la pulsione orale e la pulsione scopica. Come se fosse un dettaglio una volta mi racconta che il mangiare bulimico e per lei legato alla lettura. Quando Giulia ha le crisi bulimiche deve anche leggere. Mangiare e leggere sono pratiche che si producono come intrecciate. Mentre legge, mangia: "le parole stampate sul giornale sono come parole apparecchiate" dice. E, difficile per lei dire cosa sia primario tra i due. Quello che Giulia dice con chiarezza e che cio che le da piacere - il "piu di godimento" rispetto al piacere del rapporto sessuale - e "l,unione del leggere e del mangiare". In questo modo Giulia mi riferisce una pratica di godimento veramente particolare nella quale si ha una sorta di sdoppiamento dell,oggetto-cibo e dell,oggetto-giornale che da luogo ad una precisa estrazione dell,oggetto pulsionale.

Possiamo, seguendo le parole di Giulia, costruire questo schema per indicare la situazione di partenza che subisce un,alterazione progressiva:

a) L,oggetto-cibo come oggetto di nutrimento (C1)

b) L,oggetto-giornale come oggetto di lettura (G1)

Leggere e nutrirsi insieme rappresenta un,abitudine sociale diffusa. Ma l,operazione di Giulia consiste in un montaggio (pulsionale) particolare del leggere e del nutrirsi che sposta queste attivita dal piano dell,abitudine sociale al piano di una pura pratica di godimento. In altri termini potremmo dire che l,operazione di Giulia consiste nel mostrare l,irriducibilita dell,oggetto della pulsione all,oggetto della domanda. Giulia, in questo senso, indica l,al di la del mathema lacaniano della pulsione S barre <> D che sintetizza lo sforzo di Lacan per pensare la pulsione nella sua iscrizione simbolica, ovvero a partire dalla nozione di domanda come cio che significantizza il godimento. Giulia mostra, invece, un,irriducibilita dell,oggetto della pulsione all,oggetto significantizzato della domanda. Piu precisamente, Giulia mostra per un verso la derivazione dell,oggetto pulsionale dall,oggetto della domanda in quanto l,oggetto-cibo e in rapporto alla domanda dell,Altro materno ("mangia !") tanto quanto l,oggetto-giornale ("leggiamo !"). Ritroviamo qui la tesi classica di Lacan per la quale la pulsione scaturisce dall,interferenza del significante della domanda sul bisogno, o, in altri termini, dall,obliterazione significante della realta del bisogno. Mangiare e leggere sono due attivita del bambino in un rapporto evidente alla domanda dell,Altro. Il primo, l,oggetto cibo, ruota attorno all,esigenza culturale della cura, del nutrimento, della crescita tanto quanto il secondo (l,oggetto-giornale) ruota attorno all,esigenza dell,alfabetizzazione e dell,acquisizione del senso della lingua. Possiamo cosi complessificare il nostro schema:

a) Oggetto-cibo = C1 = nutrimento-sapore

b) Oggetto-giornale = G1 = senso

Ma Giulia indica, per un altro verso, anche l,eccentricita del godimento rispetto alla soddisfazione della domanda. Indica la dimensione "silenziosa" della pulsione. Nel godimento bulimico di Giulia il "nutrimento" e il "senso" sono come pervertiti dall,interferenza del fantasma. L,oggetto della pulsione attorno al quale ruota l,attivita bulimica di Giulia non e infatti riducibile ne a C1, ne a G1, nel senso che l,oggetto che produce un "piu di godimento" e al di la sia del nutrimento e del sapore (C1) sia del senso (G1). Quando Giulia mangia e legge non mangia cibo, ne si appropria del senso. Del cibo, dice, non sente i sapori. E delle lettere, "dei caratteri dei giornali", non coglie il senso. La lettera e mangiata, si potrebbe dire, proprio perche separata da ogni valore semantico. Cio che costituisce l,oggetto del godimento e, dunque, nell,ordine dell,estraneita radicale rispetto al "nutrimento" e al "senso": e piuttosto l,attivita stessa della divorazione che gode di se stessa e che dissolve l,oggetto in un puro vuoto che permette il giro a moto costante della pulsione orale (cio che fa godere non e, come dice Giulia, cio che il soggetto mangia ma l,attivita stessa del mangiare) e l,attivita stessa di lettura come un,altra forma di divorazione, non del "senso" ma della "lettera" come elemento di puro non-senso, non riducibile al carattere semantico del significante.

Possiamo cosi completare lo schema del godimento bulimico di Giulia in questo modo:

Vuoto (C2)               Lettera (G2)
---------------------------------        --------------------
sapore-nutrimento       senso

Dove mettiamo in risalto in questa sorta di sostituzione come il vuoto e la lettera costituiscano per Giulia un "altro godimento" rispetto a quello del sapore e del senso. Un vero e proprio "piu di godimento" (C2, G2) che Giulia estrae dal cibo e dal giornale (C1, G1) come oggetti legati alla domanda dell,Altro.

8. Passaggi di transfert

Nel corso della prima parte della cura Giulia incontra un tempo della seduta corto. E, questa una manovra analitica precisa. Aveva gia tentato due anni prima una psicoterapia. "Nessun risultato, niente per me... parlavo, parlavo... era quasi piu contento lui di cio che gli dicevo che non io...", afferma spietata, con un sorriso beffardo. L,incontro con un tempo ridotto, variabile ma, soprattutto, particolarmente accorciato, contratto, scandito seccamente, "e un incontro che veramente non mi aspettavo" commenta Giulia.

In una seduta, ancora nel tempo dei colloqui preliminari, mi dice di non tollerare questo tempo corto e se puo considerarsi "una mia paziente o no". Associa, in effetti, il tempo corto con il sentirsi rifiutata dall,analista. Il fatto che in questa analisi l,analista possa decidere la durata della seduta la lascia "allibita"... Poi ha visto altre pazienti in sala d,attesa... Mi dice che non vuole essere "una bulimica tra le altre" e vuole sapere se io mi ricordo tutto quello che mi dice, e se non proprio tutto di cosa in particolare mi ricordo di quello che dice...

Il taglio delle sedute impedisce al godimento narcisisitico di Giulia di riprodursi nel transfert e produce un,interferenza sul tempo prolungato delle sue crisi bulimiche quando, per esempio, l,orario delle sedute veniva a coincidere con il tempo (tardo pomeriggio) dove abitualmente Giulia dava inizio alle sue abbuffate o, piu in generale, sottraendo "tempo alla bocca" - per usare una bella espressione di Giulia -, imponendo una sorta di "frustrazione orale" sotto transfert. La passione spiccata di Giulia per la parola subisce una regolazione sulla quale non ha potere. Ma l,aspetto interessante di questo passaggio della cura e che il taglio della seduta fa sorgere in Giulia il sentimento del sentirsi rifiutata dall,Altro subito pero inanellato con l,interrogazione sull,enigma del desiderio dell,Altro: "cosa sono per l,Altro ? Posso considerarmi una paziente come le altre ? Posso essere una paziente unica, diversa da tutte le altre ? Posso sapere cosa l,Altro sa di me ?".

Un sogno di transfert nel corso dell,analisi acquista un valore di scansione fondamentale della cura: l,analista in seduta l,accarezza... Giulia pensa che cosi non si fa perche anche nei libri di psicoanalisi si fa riferimento alla neutralita dell,analista... Poi appare sua madre. C,e un grande Uovo aperto. Lei e sua madre sono racchiuse dentro. Si sente divisa tra l,analista e la madre. Ha la forte impressione di una situazione incestuosa con l,analista. Scappa per ripararsi nell,Uovo, da sua madre...

Le associazioni di Giulia riguardano, da un lato, la paura di perdere la madre e, dall,altro, la paura dell,incesto col padre. Bivio perfettamente rappresentato dal sogno. Queste associazioni indicano tra l,altro la posizione precisa di Giulia al momento dello scatenamento dell,anoressia: la madre morente, abbandonata e l,angoscia di perderla da una parte e il padre seduttivo dall,altra ; la trasgressione della regola analitica della neutralita dell,analista ripete infatti la dimensione incestuosa degli incontri infantili col padre suscitando l,angoscia di un incontro troppo ravvicinato con l,oggetto del desiderio.

9. Rottura dell,Uovo

Una telefonata entusiasta di Giulia mi annuncia un giorno, dopo piu di tre anni di trattamento, il ritorno delle mestruazioni: "sono ritornata una donna !" mi dira. Questa telefonata conclude una serie precisa di elaborazioni.

Nel corso dell,analisi si fidanza stabilmente, oltre a terminare gli studi e a cominciare il suo lavoro attuale di giornalista. All,attuale fidanzato muore la madre e Giulia assiste gli ultimi giorni della sua agonia cercando di sostenere il suo compagno. E, stato questo episodio che ha permesso a Giulia di riaprire il capitolo del rischio mortale di sua madre. Dapprima ripercorrendo l,esperienza della morte della madre del primo fidanzato per poi riattraversare l,angoscia provata per la possibilita di perdere sua madre e, dunque, l,anoressia come una sorta di identificazione all,oggetto amato per impedire la sua perdita. La scena del corpo materno magro cadaverico e della gola della madre morente del primo fidanzato come scene nelle quali Giulia e confrontata alla castrazione dell,Altro materno, vengono annodate all,anoressia come un farsi simile all,Altro materno per prevenire il rischio della sua perdita, dunque per negare la castrazione dell,Altro. Questa serie significante produce lo scioglimento dell,amenorrea.

Farsi anoressica era stato per Giulia un modo per "arrestare il tempo". Arrestare il tempo, non crescere, non "diventare adulta" preservava il legame con la madre. L,incontro con la madre morta (nelle spoglie della madre morente del fidanzato) arriva in piena adolescenza e nel corso dell,iniziazione di Giulia al discorso amoroso e alla sessualita. La sessuazione del suo corpo - e l,accesso effettivo all,incontro con l,altro sesso - coincise drammaticamente dapprima con la morte della madre del ragazzo (il tumore alla gola della donna morta e in un rapporto metonimico con il disturbo alimentare, come "disturbo della gola") e in seguito con l,incontro con la malattia mortale della propria madre (della quale Giulia, con l,anoressia, riproduce l,immagine).

Trovandosi identificata alla posizione del fallo immaginario del desiderio di sua madre (il padre se ne va e Giulia resta la sola risorsa fallica della madre) la puberta e l,iniziazione sessuale di Giulia sono un,obiezione all,essere nell,Uovo materno e rompono questa equivalenza fondamentale bambina = fallo. Di fronte alla madre morta come espressione della castrazione dell,Altro, Giulia trova nell,anoressia come un "arresto del tempo" (dunque nell,amenorrea), il modo per ricostruire la madre come un Uovo intero, come non-castrata. Nondimeno il passaggio alla bulimia e il valore che nella bulimia viene assegnato alla lettera sembra recuperare la castrazione rigettata della madre sulla scala del desiderio poiche la lettera e l,oggetto della passione materna, passione che ha preso il posto del padre perduto.

Giulia deve lasciare il ragazzo col quale ha scoperto l,amore e la sessualita, per rinsaldare il legame con sua madre. È quello che avviene di fatto dopo la morte della madre. Deve, per cosi dire, ritornare alla propria madre perche dopo aver incontrato la possibilita della morte di una madre (la castrazione materna), sperimenta il pensiero angosciante che se lei non fosse rimasta vicina a sua madre, sua madre avrebbe potuto suicidarsi. Il pensiero della separazione da sua madre le risulta in realta tanto insopportabile quanto desiderabile. Questo ritorno alla madre implichera una difficolta da quel momento in avanti ad innamorarsi. Dopo il primo ragazzo Giulia avra molte relazioni ma non incontrera piu "un vero amore". Restera nell,Uovo materno. E, l,incontro con la malattia mortale di sua madre a riaprire il trauma della sua iniziazione sessuale. Come se l,interpretazione di Giulia fosse stata: "la sessuazione del mio corpo coincide con la morte di mia madre, ovvero con la sua castrazione". Diventare anoressica significa allora davvero "arrestare il tempo", lasciare il proprio corpo nell,intimita col corpo materno che, non a caso, nel sogno Giulia rappresenta come un Uovo a due. Inoltre - ed e sempre un tema presente nel sogno - la morte della madre la lascia esposta all,abbraccio incestuoso del padre (analista). L,amenorrea si presenta qui come un cortocircuito psicosomatico per mantenere il legame con l,Altro conservando il proprio corpo come asessuato, poiche la sessuazione del corpo indica la rottura con l,Uno dell,Altro materno. Non e tanto per Giulia in primo piano il valore estetico del corpo magro, ovvero la sua elezione alla dignita del significante fallico come significante del desiderio - come avviene in molte forme di anoressia-bulimia -, ma il suo mantenersi al di qua del tempo, il suo preservarsi come "la bambina di sua madre". Per Giulia, in effetti, e come se l,anoressia fosse quasi subordinata al sintomo amenorroico, nel senso che l,anoressia si configura come una manovra per congelare il suo corpo nel tempo mitico dell,intimita con la madre, nel tempo mitico del "leggere insieme". L,amenorrea fa ritornare il corpo di Giulia al di qua della sua iniziazione erotico-amorosa che ha coinciso traumaticamente con l,incontro della castrazione dell,Altro presentificata nella madre morta.

Non c,e stata, in questo contesto, da parte dell,analista un,interpretazione cardine. Piuttosto una costruzione progressiva di una serie significante. Una tessitura lenta che ha raccolto in un insieme logico questi significanti dispersi, che ha annodato i fili. L,effetto di questa costruzione precipita nel ritorno delle mestruazioni e nell,annuncio all,analista: "sono tornata una donna !".

10. Il tempo del lamento

Dopo l,effetto terapeutico legato a questa tessitura di una serie significante che gravitava attorno al legame con la castrazione dell,Altro materno, si produce nell,analisi di Giulia un lungo periodo di inerzia. Il lavoro analitico lascia il posto ad una lamentazione continua del soggetto. L,oggetto del lamento di Giulia e adesso l,analisi stessa e la sua impotenza a guarirla "per sempre" dalla bulimia. Riconosce che la sua vita non e piu quella di prima e che la stessa bulimia non ha piu l,invadenza paralizzante di una volta. Ma la bulimia c,e ancora. Non riesce a rinunciare a questo "piacere". Cosi riconosce che e riuscita a stabilizzare le sue relazioni affettive in un rapporto con un ragazzo ma la sua vita sessuale non e pienamente appagata perche "non riesce", dice, "ad avere un vero e proprio orgasmo". La sua vita professionale e sempre precaria: passa da una redazione all,altra, a volte e insoddisfatta di come scrive, e sottopagata, vorrebbe di piu... Tutto cio che ancora non va nella sua vita e orientato verso l,analista nella forma di un lamento carico di rimprovero: "lei non fa abbastanza per me...".

11. La provocazione come domanda d,amore

In questa fase di "transfert negativo" Giulia racconta questo sogno: si reca con suo padre in un ristorante. Il ristorante e pieno. Suo padre non riesce a farsi dare un posto. Non vengono visti, nessuno si occupa di loro. Entra in quel momento un,altra coppia: un padre con una bambina bionda e dalla carnagione bianca. Li osserva con invidia, osserva in particolare la bambina che cerca in qualche modo di sedurre, di attrarre il suo sguardo. Il cameriere accomoda senza molta cura Giulia e suo padre in tavoli diversi e versa sul piatto di Giulia una quantita di cibo "molto calorico e abbondante". Voleva mangiare con suo padre ma deve accontentarsi di quello che c,e. Non c,e piu tempo, il ristorante sta chiudendo. Vede il padre e la bambina bionda serviti e riveriti.

Si tratta di un sogno fondamentale che prepara l,occasione di un,interpretazione edipica cruciale per lo sviluppo dell,analisi. Nel sogno appare la funzione della bulimia come "compensazione, attraverso il soddisfacimento del bisogno, della frustrazione d,amore", secondo la formula coniata da Lacan nel "Seminario IV". Al posto dell,incontro d,amore a tavola col padre c,e la quantita in eccesso di cibo calorico. Giulia resta sola di fronte al piatto pieno e alla sedia vuota lasciata dal padre. Ma nel sogno appaiono anche altri elementi significativi: innanzitutto una coppia ideale padre-figlia dalla quale Giulia si sente esclusa. La figlia ideale e colei che corrisponde perfettamente agli ideali paterni di riconoscimento e integrazione sociale: bionda e di carnagione bianca "servita e riverita". Lei e il padre appaiono come "gli extracomunitari" della situazione. Nessuno li considera, nessuno presta loro attenzione. Nessuno s,interessa di loro. Il contrasto tra la "bambina bionda" e la "bambina scura" e, in effetti, la prima associazione di Giulia. La bambina scura indica la sua impotenza a corrispondere all,ideale paterno. Questa impotenza e stata trasformata da Giulia in una provocazione. Il suo farsi "randagia", socialmente marginale, extracomunitaria, costantemente precaria nella vita e il suo "no !" alla domanda dell,Altro col fine di aprire - anche attraverso lo scandalo - una mancanza nell,Altro. Non avere un lavoro stabile, non avere una famiglia, non avere un vero amore, sembra essere una forma estrema di appello isterico al padre, una modalita per reclamare l,amore paterno e, al tempo stesso, il cercare di aprire, attraverso la provocazione e lo scandalo, una mancanza nell,Altro.

Tutto cio che il padre le ha dato (l,assegno di mantenimento abbondante, regali, soldi, il finanziamento degli studi universitari, l,automobile, la casa dove vive) non puo certamente colmare questa differenza tra la dimensione dell,avere e il dono d,amore come segno della mancanza dell,Altro. E, questo il valore edipico del "no !" di Giulia alla domanda del padre. Come l,omosessuale di Freud Giulia si fa l,oggetto della vergogna del padre per indicare al padre che l,amore e al di la del sembiante sociale, che l,amore, come ci ha insegnato Lacan, non e dare cio che si ha ma dare quello che non si ha.

12. Un,interpretazione edipica

L,ostilita e il rimprovero costante che Giulia rivolge al padre hanno sullo sfondo il tradimento legato alla nascita del fratellastro. La condizione di "randagia" trova in questa intrusione fondamentale del simile la sua matrice. Giulia perde valore fallico rispetto al desiderio dell,Altro. Questa defallicizzazione trasforma l,amore edipico per il padre in odio. Nel sogno la bambina bionda prende il suo posto nella coppia edipica ideale. A lei resta la recriminazione per l,Altro che non la considera e la consolazione compensatoria del cibo. E, questo il lato edipico-paterno della bulimia di Giulia.

Il lamento rivolto al padre viene nel transfert rivolto all,analista. E, questo passaggio a costituire il viraggio negativo del transfert. Ogni interpretazione che l,analista puo fare - cosi come ogni cosa che il padre puo dare - risulta inadeguata, insufficiente, fuori luogo. Giulia rimprovera all,analista di non fare nulla per lei, di non aver saputo modificare veramente la sua situazione di sofferenza. Emerge cosi, sotto transfert, la modalita fondamentale del rapporto di Giulia rispetto al tradimento del padre. L,interpretazione variamente insistita di questo snodo edipico (per esempio le dico: "ogni interpretazione dell,analista e insufficiente come ogni cosa che suo padre le puo dare...") produce una svolta nella cura. Giulia stabilizza il suo rapporto di lavoro (accetta un contratto che la vincola ad un,impresa editoriale per un lungo periodo) e rafforza il suo legame col sua ragazzo iniziando una convivenza. Ella puo cosi allentare l,identificazione provocatoria all,"essere-randagia" (come tratto che indica, tra l,altro, la mancanza del padre in quanto emigrato) ripositivizzando il transfert.

13. Statuti della lettera

Giulia comunica anche una nuova trasformazione interna alla sua pratica bulimica. Questa trasformazione concerne il peso sempre piu crescente assunto dalle "lettere" dei giornali. Ora cio che per lei conta in modo esclusivo e che vi siano giornali nuovi in casa da poter leggere. La lettera viene istallata sempre piu come oggetto causa di godimento. Se non ci sono giornali da poter leggere in casa il cibo non ha piu alcun valore. "La vera tentazione adesso sono i giornali", mi dice. Senza giornali le crisi bulimiche non s,innescano piu seguendo l,automatismo che le era proprio.

Un nuovo sogno: e con sua madre nel letto. Hanno un rapporto sessuale. Giulia si accorge di essere al posto dell,uomo. Deve scopare sua madre anche se non ne ha voglia. Associa il pensiero che ha sempre avuto che da quando suo padre se n,e andato da casa lei ha dovuto fare l,uomo di sua madre...

Quest,ultima serie inquadra lo stato attuale della cura e le sue prospettive. L,interpretazione edipica del transfert ha prodotto lo scioglimento dell,inerzia immaginaria del lamento e, soprattutto, l,emergere di un,identificazione del soggetto all,oggetto d,amore, di un,identificazione al padre che si manifesta nel sogno dove Giulia si trova, in effetti, rispetto alla madre, nella posizione del padre. La positivizzazione del transfert avviene su questa "nuova" identificazione al padre. Ritorna in questa fase un frammento censurato del sogno del ristorante. E, il frammento conclusivo del sogno. Il sogno si conclude col desiderio di Giulia di cercare comunque di avvicinarsi a suo padre, di riunificare i due tavoli.

La domanda d,amore verso il padre puo dunque adesso venire alla luce con tutta la sua evidenza. L,interpretazione edipica del transfert produce cioe una sorta di rovesciamento del padre come oggetto d,odio nel padre come oggetto d,amore. Una specie di regressione dal padre oggetto di rimprovero al padre fallico della sua infanzia, "ammirato" per la sua potenza virile. Adesso e sempre piu chiaro come sia l,oggetto del desiderio della madre (in questo senso la lettera e un significante fallico poiche la madre ha sostituito il padre con il lavoro con le lettere, con il lavoro di scrittura e lettura) a prendere il posto dell,oggetto-cibo. Da questo punto di vista la lettera sembra tenere il posto della X del desiderio della madre, X significata fallicamente poiche la lettera e cio che per il desiderio della madre prende a sua volta il posto dell,uomo amato e perduto e, dunque, si colloca al di la dell,equivalenza bambina = fallo. In questo senso l,oggetto-lettera si chiarisce come fondamento dell,oggetto-cibo, cosi com,era per la "spesa dei giornali" della madre (matrice infantile della sostituzione del cibo col giornale) che la riempiva di gioia sin da bambina. La passione per la lettera condensa dunque una serie di identificazioni: l,identificazione alla madre della "spesa dei giornali", l,identificazione alla lettera come oggetto del desiderio dell,Altro materno e l,identificazione al fallo-lettera come significante del desiderio dell,Altro come tale.

E,, dunque, l,oggetto cibo che dipende dall,oggetto lettera e non viceversa. La voracita bulimica in Giulia si restringe cosi ad un montaggio pulsionale inedito: l,oggetto cibo lascia il posto all,oggetto-giornale. Le crisi bulimiche sono adesso crisi causate dalla presenza della lettera. L,unione di cibo e lettera si disarticola esibendo la lettera come dominante: senza giornali da leggere l,oggetto-cibo non ha piu valore.

Il godimento di Giulia residua pero ancora - per quanto sempre piu circoscritto alla lettera del giornale - nell,ambito di un godimento narcisistico fondamentale che esclude l,incontro con la differenza sessuale. Perche con l,altro sesso Giulia si mantiene nella sua anorgasmia di fondo giocando piuttosto ad incarnare il padre seduttore (sceglie ragazzi effeminati) e ad invertire il rapporto con il fratello (sceglie ragazzi piu giovani): e lei che domina nelle relazioni, e lei che abbandona, che lascia, che guida, che "conduce il gioco". In questo modo Giulia realizza una sorta di identificazione virile isterica stratificata (al padre e al fratello) per verificare il suo potere di seduzione, ovvero il suo statuto fallico incrinatosi in realta proprio con la nascita del fratello.

La rinnovata docilita di Giulia nell,analisi e l,effetto di questa "regressione" transferale dal padre del rifiuto al padre dell,amore. La conduzione della cura dovra pero evitare di rafforzare questa identificazione dell,analista al padre ideale. Evitare questa identificazione idealizzante (l,ideale edipico della coppia padre - bambina bionda) e infatti la sola condizione per permettere a Giulia di poter forzare il godimento a circuito chiuso della divorazione della lettera e provare ad articolare cio che la lettera indica del godimento femminile come al di la della misura fallica. Ovvero, per marcare che il padre edipico non ha la chiave di accesso del godimento femminile. Il luogo della lettura come emblema della passione materna si puo aprire all,enigma, per Giulia sempre presente anche se giocato nel verso dell,identificazione isterica all,uomo, del "non-tutto". L,enigma della femminilita presente in quell,assenza di limite che ella ricercava nel godimento bulimico come godimento al di la del "metro" fallico, ma che la passione orale per la lettera confina nel luogo patologico di un godimento narcisistico che rifiuta la castrazione.