World Association of Psychoalanysis

 

ANNOTAZIONI SUL TEMA DELLA GARANZIA

Carlo Vigano

Il tema della garanzia risponde, dal punto di vista sociale, a due esigenze che appaiono tra loro distinte : quella relativa al sapere, che normalmente viene attestato da un titolo di studio e quella dell,abilitazione all,esercizio di una professione (tecnica e deontologica).

Nella tradizione europea lo stato tende a riunire sotto la propria tutela questi due aspetti modulando un percorso che conferisce titoli sia relativi al sapere che all,operare. Questo intervento statale sull,autorizzazione tende naturalmente a privilegiare il sembiante del sapere e in realta pone la garanzia fuori da ogni dialettica, per abbandonarla al giuridicismo del discorso capitalistico (liberismo contrattuale). Questa tendenza e oggi accentuata dal prevalere del mercato come istanza normativa. Il cosiddetto controllo della qualita diviene un sembiante che spinge anche la Scuola a riconsiderare la questione della garanzia, nella convinzione che non vi sia mercato a prescindere dall,economia del godimento.

La Scuola vuole riportare la garanzia ad una dialettica che la restituisca alla sua vera natura, che e etica. La proposta di Lacan e quella di articolare sapere pratico e sapere testuale affidandola alla logica della testimonianza. Sia nella passe (dove parla l,analizzante) che nella supervisione (dove e l,analista a parlare) l,interlocutore diretto e assente e sono il passeur o il supervisore a raccogliere la testimonianza. Si tratta di una logica dove il referente non e ne il testo scritto (letteratura e diritto), ne il dato empirico. Cio che misura la qualita e il "testo" che il soggetto produce nel testimoniare la sua esperienza.

In questa direzione occorrera ritrovare il filo logico che lega passe e supervisione (la costruzione puo essere la forma che la testimonianza prende in quest,ultima). Solo cosi, pur nella loro diversita, esse potranno prendere il loro peso di scommessa e di proposta nella societa civile.

Rispetto alle due esigenze iniziali Freud, nel fondare l,istituzione psicoanalitica, di fatto ha dovuto privilegiare quella relativa alla trasmissione del sapere.

In Lacan si possono riconoscere due tempi di elaborazione. Il primo e quello che si esprime con l,"Atto di fondazione" dell,EFP, dove Lacan promuove l,idea della Scuola come strumento per legare la trasmissione del sapere alla formazione dell,analista. Gli strumenti di questa articolazione sono il Cartel e la Passe.

In un secondo tempo (molto presto, gia con la "Proposition") egli torna sul tema della Scuola per dire che non basta che essa sia l,insieme dei lavoratori dell,analisi, tutti uguali, e vi introduce la differenza dell,Analista della Scuola (AE).

Questa differenza verra radicalizzata attraverso una sorta di irrisione del tema della formazione : la formazione non e che dell,inconscio. A questo si accompagna un,accentuazione della trasmissione del sapere (fondazione del Campo freudiano e della Sezione clinica). Mi sembra importante ricordare che questo passaggio e correlato a quello che sta avvenendo a livello della clinica, da una clinica freudiana (strutturale) ad una lacaniana (borromeica, del sintomo), che segna un passaggio nello stile della supervisione. Non si tratta piu soltanto di depurare una cura di ogni interferenza controtransferale, ma di fatto si introduce la pratica del controllo come esposizione della costruzione da parte del praticante, al fine di verificare l,effettiva rettifica soggettiva avvenuta nella cura (l,analista come sembiante d,oggetto). AE e controllo non trovarono pero un,articolazione formalizzata.

Oggi, dopo che la trasmissione del sapere clinico si e consolidata negli Istituti, ritorna la questione della Scuola come Scuola Una che puo orientare una "politica della psicoanalisi" e cioe quell,articolazione tra AE e costruzione del caso. E, sempre piu evidente che questa politica si oppone alla soluzione giuridicista di unire con un diploma il sapere alla pratica e pone nuovi problemi. Ne elenco alcuni :

1 - La distinzione tra "gradus" e gerarchia : le scissioni nella Scuola rappresentano sempre il segnale di una crisi del loro rapporto, che, non trovando una corretta soluzione, fa si che il "gradus" venga rivendicato come valore gerarchico. Penso che la loro articolazione debba tener conto che la gerarchia costituisce l,elemento di serieta istituzionale della Scuola, mentre il "gradus" e l,elemento che la puo rendere ironica. Gerarchia e "gradus" sono due modi diversi di rompere il silenzio del reale. La prima riproduce il modo introdotto dalla scienza (un sapere che si scrive e non parla) e il secondo fa parlare l,impossibile del non rapporto.

Il controllo (o supervisione) si pone come nesso tra i due, tra il silenzio, piu volte segnalato, di un,entrata nella Scuola attraverso la passe, relativo ad un sapere supposto, e la parola data al non-senso della passe all,uscita. Qui la garanzia fornita dal controllo sta nel verificare che questa parola non sia il sintomo dell,analista, ma la trasmissione del suo desiderio.

2 - Il problema della "sufficienza", stigmatizzata da Miller come "mutualismo" - noi diremmo : sindacalizzazione - della Scuola. Anche qui trovo che vi sia una correlazione con i mutamenti che avvengono nella clinica : il mutualismo esprime una forma di reazione difensiva di fronte al trauma del venir meno di un paradigma vissuto come assoluto, quello della coppia terapeutica (ad esempio nel cosiddetto lavoro "a plusieurs").

3 - La Scuola ha una struttura complessa e non puo ridursi a societa professionale, ad una sorta di ordine degli psicoanalisti. L,S1 che la fonda ruota attorno all,interrogativo "che e un analista ?", cioe all,essere dell,analista - che non coincidera mai con la sua funzione, con la sua pratica.

Schematicamente si puo articolare questa complessita secondo tre vettori : quello politico, dove vige l,eguaglianza tra i membri e il metodo della conversazione e del cartello, quello epistemico, centrato sulla passe, infine quello clinico dove si pone la questione della garanzia.

Il problema della garanzia e quello di non farne un vettore separato dagli altri e quindi di affrontare una (apparente ?) contraddizione : derivare i criteri di valutazione della pratica proprio da quella testimonianza, fornita dalla passe, che ci parla dell,esito singolare di un lavoro di sostituzione della pratica con l,essere dell,analista. Se si risolve questa impasse, allora si potra intendere l,espressione di Lacan per cui l,analista non e autorizzato che da se e da qualcun altro. Se la decisione di praticare ciascuno la prende da solo (all,interno dell,analisi detta personale), la nomina dell,AME implica "qualcun,altro". E qui intendo non solo la Commissione della garanzia, ma anche - nell,"apres-coup" - la funzione che l,AME svolgera nella scelta dei passeurs.

Forse e proprio quest,ultima prerogativa che spiega come mai la questione degli AME sembra suscitare interesse solo nel momento della fondazione di una Scuola. Gli AME da paladini della sovversione (rispetto all,IPA), dice Miller, lo diventano dell,integrazione, cioe della fissita dei posti di potere nella Scuola. Essi dovranno contribuire ad un altro tipo d,integrazione, quella con la procedura della passe che puo restaurare la cifra di ironia che Lacan attribuiva a questo titolo. Di fronte alla seriosita "scientifica" dei titoli distribuiti dallo stato, quello di AME dovrebbe produrre nell,utente, nel cittadino, un effetto di "Witz" : il sollievo di un nuovo principio di causalita. E questo senza dover ricorrere ad un,altra forma di seriosita, quella dei vari sistemi olistici.

Proverei quindi a scrivere l,operazione della garanzia nella forma di una sostituzione metaforica, a partire dalla distinzione tra compito (l,analizzare) e causa (coinvolgervi gli altri, il cittadino) :

f (A M E) analista = analista (+) s   analista

Il guadagno di godimento (+s) starebbe nel coinvolgimento (psicoanalisi applicata = implicante) degli altri, a partire dal cosiddetto paziente.

Se l,AE si pone nel punto di inconsistenza della teoria, testimoniando l,effetto dell,esperienza singolare come supplenza di cio che manca nel significante, l,AME e chi fa essere la Scuola come sintomo nella civilta. Solo l,incrocio dei due fa "gradus" - che quindi non e un titolo attribuibile ad una persona, ma solo un effetto di Scuola.

L,IPA, dice Lacan, e "una chiesa senza fede ed un esercito senza patria", ora l,incrocio di passe e garanzia, dovrebbe invece coniugare l,amore della prima con l,appartenenza del secondo, attorno al soggetto supposto sapere dell,esperienza analitica. Si tratta di saper esserne il resto.

La vera garanzia non si puo quindi ancorare se non ad un nome proprio. Il discorso del padrone (in particolare nella versione globalizzata) la cerca nei modi della validazione empirica, dei risultati o del processo, mentre il discorso dell,analista la puo trovare solo in quel piu-di-senso (che e un al di la del senso) dello psicoanalista. Per questo in una conferenza tenuta a Barcellona ("La psicoanalisi vera e quella falsa"), Lacan diceva che Kris era "senza vergogna" quando scrisse il suo articolo : "La psicoanalisi e lo studio del comportamento umano considerato come conflitto". La Scuola serve infatti per proteggere, direi quasi per porre un velo sui fondamenti della psicoanalisi.

La vergogna nella garanzia non e il pudore fallico, ma copre il fatto che tra AE e AME non vi sia gerarchia. La loro combinazione genera la dignita dell,analista, quella che Laurent chiama "Dingte" : un modo di trattare la Cosa, cioe la verifica attraverso l,esperienza stessa dell,analisi. L,atto analitico o c,e o non c,e, non esiste una scala di eccellenza. C,e dell,analista e non un analista piu bravo di un altro.