World Association of Psychoalanysis

 

I.S.A. da Freud a Lacan

Miquel Bassols

 

I, Esse, A, - sono le lettere iniziale del titolo del testo di Freud di 1925, dove si tratta della triade "Inibizione, sintomo e angoscia".

E in questo testo dove Freud scrive, all'inizio del secondo capitolo, che il sintomo e un segno - cioe, un fatto di linguaggio - ma anche una soddisfazione sostitutiva - cioe un fatto di godimento, di soddisfazione della pulsione. Dunque, la sofferenza del sintomo s'imposta come un messaggio che dove essere decifrato e come una forma de godimento, come un circuito della pulsione nella sua esigenza di soddisfazione.

Ma qual e questa soddisfazione del sintomo che non puo essere sperimentata dal soggetto come un piacere ma come una sofferenza? Il valore "reale" di questa soddisfazione paradossale e stato gia rilevato da Jacques-Alain Miller qualche anni fa in un Seminario a Barcellona preparatorio dell'ultimo Incontro internazionale del Campo Freudiano. Questo valore e gia indicato da Freud nella sua "Introduzione alla psicoanalisi", nel capitolo sulle vie della costruzione del sintomo. E un'osservazione veramente particolare: questo sintomo si costruisce come una forma de soddisfazione della pulsione cosi reale come un'altra.

Nel testo "Inibizione, sintomo e angoscia", Freud cerchera d'isolare questo reale del sintomo di forme diverse: come il punto d'intersezione tra l'inibizione delle funzioni dell'Io e il versante pulsionale del sintomo, oppure come la causa de l'angoscia che produce la rimozione, oppure come l'angoscia de castrazione stessa che si trova come l'angoscia nucleare delle nevrosi.

Bisogna leggere questo testo con attenzione per vedere il punto d'impasse che si ripete in ogni capitolo. In questo senso, il testo di Freud e, come altri, molto onesto, e un testo polemico con se stesso e non nasconde la sua difficolta ma sembra cercarla per estrarre un insegnamento. Dopo l'analisi della fobia del piccolo Hans o dell'ossessione dell'uomo dei lupi, Freud situa l'angoscia de castrazione come la causa della nevrosi e del sintomo come un'altra forma de soddisfazione pulsionale, ma in ogni capitolo c'e qualcosa del godimento del sintomo che non si lascia spiegare con la logica fallica del complesso di castrazione, qualcosa in fronte la quale Freud si ferma e non sa come andare al di la. Questa qualcosa e enunciata al finale de qualche capitoli come "il caso de la dona", come l'eccezione femminile.

Quest'eccezione femminile non e soltanto l'eccezione de la posizione della dona nel suo rapporto col godimento, ma e anche un'eccezione in ogni soggetto, gia sia un uomo o una dona. E l'eccezione di un godimento non simboleggiato dal significante, un godimento nel corpo non regolato dal significante del fallo.

Freud ritorna cosi, al finale d'ogni capitolo del testo a questo punto d'impasse, causa del sintomo nevrotico dove trova anche la particolarita del godimento della donna che fa eccezione al fallo. E dopo avere situato de forma molto precisa le diverse intersezioni e disgiunzione tra inibizione, sintomo e angoscia, finira il suo testo affermando che "non avviamo avanzato piu nella nostra comprensione de l'essenza e la causa delle nevrosi".

Questo punto e quello che sara ripreso da Lacan con la sua elaborazione del "reale" nel fondamento del sintomo e dell'esperienza analitica. Dunque, il ternario di Lacan col quale leggera l'elaborazione freudiana sara quello dell'Immaginario, il Simbolico e il Reale: I, Esse, Erre. Nel posto dell'A dell'angoscia, troviamo adesso l'Erre del Reale. Detto di un'altra forma: l'angoscia e l'affetto che non inganna per quanto riguarda all'essere del soggetto, e una bussola del reale implicato nella soddisfazione del suo sintomo.

Prendero, per illustrare l'importanza di questa bussola nell'esperienza analitica, l'esempio del sogno di un soggetto. Si tratta di un giovane che si trova inibito nella sua professione artistica, fino al punto che quest'inibizione a diventato un vero sintomo. L'angoscia viene anche a fare la sua apparizione quando il soggetto si trova confrontato allo sguardo dell'altro.

Il suo sogno e un sogno di ripetizione. Ricordiamo la funzione di questi sogni segnalata da Freud. I sogni di ripetizione hanno la funzione de fare ritornare un evento traumatico per intentare di reintegrarlo nella vita del soggetto. In questa ripetizione il sogno non arriva, tuttavia, ad incontrare il reale traumatico, soltanto incontra questo reale di una forma fallita, svegliando il soggetto nella paura un momento prima l'incontro con questo reale. Il ritorno dell'identico in questi sogni c'indica una localizzazione precisa del reale che scappa alla simboleggiazione.

Il sogno di questo giovane artista si ripeteva gia prima della sua entrata in analisi e si ripetera lungo una prima parte dell'analisi. Il sogno si svolge ogni volta di una forma piu o meno identica.

Egli va sposarsi e si trova nella porta della chiesa, con lo sguardo fisso nel fondo del corridoio che sta tra le due file di banchi. Li, al fondo del corridoio, la fidanzata l'aspetta di schiena, davanti l'altare. Comincia dunque ad andare, molto lentamente, con la sensazione di pesantezza e d'angoscia che aumenta man mano che avanza guardando quelli che, nei banchi, guardano com'egli avanza, cosi lentamente e con quella pesantezza insopportabile. In ogni ripetizione del sogno, egli riconosce una persona di piu nei banchi: un familiare, qualche donne anche che sono stato partner da lui. C'e un evento che rimane identico in ogni ripetizione del sogno: giusto nel momento quando arriva all'altare dove sa fidanzata l'aspetta, giusto nel momento quando ella dove girarsi per mostrarli la sua faccia alzando il velo et scoprire la sua identita, giusto in questo momento il soggetto si sveglia con una grand'angoscia.

La ripetizione del sogno non fa piu che aumentare l'effetto d'incertezza e d'angoscia che anticipa il momento finale dello sveglio nell'impossibile scoperta de l'identita della sua fidanzata.

Diciamo adesso qualcosa sul contesto dove si e tessuto la trama di questo sogno d'angoscia.

Questo giovane, come si puo gia supporre, ha relazione piuttosto difficile con le donne. Queste relazioni arrivano ogni volta ad un momento di rottura, un momento d'indecisione, ad una mancanza di desiderio, qualche volte un sentimento di noia, di passivita che finisce sempre con una separazione non voluta ma nemmeno evitata.

Una de queste relazione era andata alquanto al di la per diventare finalmente molto angosciosa, nel momento quando ella era diventata incinta e lui aveva domandato di sposarsi. Ma ella aveva abortito senza una ragione apparente. In questo momento, il giovane artista entra nell'angoscia e il dubbio sul suo desiderio per questa donna e sul fatto della paternita, et con un certo sentimento di colpevolezza in relazione a questo aborto. Tutto questo precipita finalmente una rottura molto dolorosa con questa donna e va domandare un'analisi.

Dopo qualche mese d'analisi, dopo anche qualche ripetizione del sogno, c'e un momento di sterzata che sara indicato di una novita essenziale, piu precisamente d'una nuova conclusione del sogno fuori della serie anteriore.

Il soggetto si trova nel sogno, una volta ancora, nel corridoio della chiesa e, una volta ancora, la sua fidanzata sta li, davanti l'altare, di schiena et col velo che nasconde la sua identita. Egli comincia dunque ad andare, come il solito, nell'incertezza verso il suo oggetto ineffabile e sconosciuto fino al momento quando dovrebbe svegliarsi, come il solito. Ma questa volta non si sveglia, questa volta il sogno continua alquanto al di la. In questo al di la, la fidanzata gira, molto lentamente, la sua faccia per alzare il velo e mostrare la sua identita al soggetto. La sorpresa sara questa volta radicale. La faccia che lui appare come il partner delle sue nozze angosciose non e un'altra che la faccia d'E.T., il personaggio del gia classico film di Spielberg, con i sugli occhi enormi, aperti, e il suo grande sorriso piuttosto stupido.

Il momento di svegliarsi e adesso alquanto differente.

Sebbene la sorpresa non esclude un momento d'angoscia, a quest'affetto si aggiungera un effetto comico. Egli si sveglia con una risata fragorosa e col sentimento d'assurdita mescolato di una certa delusione - Come ammettere questo partner?

Un'associazione offrira un vincolo di quest'apparizione assurda nella nuova conclusione del sogno: il velo della fidanzata che nasconde l'identita come un altro velo, il lenzuolo sotto il quale E.T. rimane nascosto allo sguardo degli altri in qualche scene del film.

Come non evocare cui il velo che copre il fallo, il velo indicato da Lacan come quello che si alzava nel finale dei misteri antichi e che a stato ripresentato nei freschi della "Villa dei Misteri" di Pompei. Questo velo soltanto si leva al finale del rito d'iniziazione dionisiaco per mostrare che al di sotto non c'e niente, oppure per dire meglio, che c'e il niente della castrazione come principio attivo del desiderio.

Ma per il nostro giovane e precisamente questo principio attivo quello che egli evita di una forma o un'altra. L'oggetto assurdo che adesso appare sotto il velo non e meno enigmatico che prima.

Il nuovo enigma include, in realta, una barzelletta, un "Witz" freudiano che gioca col significante o, piuttosto, con l'istanza della lettera nel sogno, un effetto di "Witz" che bisogna distinguere del semplice effetto comico, immaginario, dell'apparizione d'E.T. sotto il velo, un "Witz" che offrira un'interpretazione di questo punto di reale. Queste due lettere, (E.T.) sono precisamente la prima e l'ultima, non soltanto del nome del partner attuale del soggetto nella realta (Elisabet), ma del nome del soggetto stesso (Ernest).Infatti, sono anche la prima e l'ultima lettera del nome del bambino che e il protagonista (Eliot) del film di Spielberg.

Dunque, questo strano partner che il sogno mostra sotto il velo della fidanzata e prima di tutto il proprio Io del soggetto, il suo altro speculare, che indica una prima localizzazione, immaginaria, dell'impasse del desiderio del soggetto, della sua inibizione - per riprendere la nozione freudiana. Questo e l'impasse narcisistico del soggetto ossessivo che sembra sempre sposato con la sua immagine fallica. Questo fallo immaginario, egli intenta esserlo nel suo fantasma.

Ma questo partner e anche, in un altro registro, l'alterita simbolica dell'Altro sesso, il suo partner femminile che lui ha impostato la questione sul suo desiderio et la questione sul suo rapporto con la paternita. Qui s'indica nel sogno la funzione simbolica del fallo come un'interpretazione del desiderio del soggetto. Questo fallo, egli puo averlo con la condizione di non esserlo nel suo fantasma. E il sintomo ha in questo versante simbolico una funzione di godimento fallico che fara palese l'assurdita del partner nel sogno.

Ma - terzo registro - l'angoscia che diventa adesso risata fragorosa, "smorfia del reale" - secondo l'espressione di Lacan - c'indica un altro versante di quest'oggetto radicalmente Altro per il soggetto. Affermero che quest'oggetto, nel momento che appare come il suo vero Alien che causava l'angoscia, quest'alterita radicale e quell'istanza che Freud aveva nominato con la nozione di pulsione, quell'esigenza di soddisfazione che divide al soggetto e al desiderio stesso.

In questo punto d'incrocio tra l'inibizione, il sintomo e l'angoscia, il reale della pulsione, come un prodotto della struttura del linguaggio, si mostra come il vero essere del soggetto.

Ed e davanti questo nuovo reale che il soggetto dovra rispondere in quell'incontro che Lacan aveva definito, di una forma cosi elegante, a proposito de l'opera di Marguerite Duras, come "...le nozze taciturne della vita vuota con l'oggetto indescrivibile".