World Association of Psychoalanysis

 

A proposito di Bartleby

Fulvio Marone

 

Un analista deve trattare un testo come un analizzante. E deve distinguere il soggetto dell'enunciazione da quello dell'enunciato. Chi parla, nel racconto di H. Melville "Bartleby the Scrivener. A Story of Wall Street" ? Chi dice "I" (je) ? Non e lo stesso Bartleby, bensi un notaio di Wall Street, che si presenta dapprima come il datore di lavoro dello scrivano, poi come la sua vittima e infine quasi come il suo carnefice.

La struttura narrativa del racconto di Melville e molto vicina a quella del "Landarzt" (Un medico di campagna) di F. Kafka e di "Le Horla" di Guy de Maupassant, e con questi costituisce una terna che rappresenta in maniera originale il tema letterario e psicopatologico del Doppelgaenger. In Kafka, il medico di campagna, chiamato di notte al capezzale di un ammalato, vi scopre un'orrida ferita verminosa da cui fugge, sconvolto per sempre e letteralmente in frammenti (morcele). Nel racconto di Maupassant, alcuni strani ma apparentemente insignificanti fenomeni che capitano a un gentiluomo di campagna si organizzano fino a dar forma a un invisibile persecutore, per uccidere il quale il protagonista dovra sopprimere se stesso. Nel racconto di Melville, Bartleby e l'Altro/folle dell'io narrante, che irrompe nella vita di questi secondo una logica temporale che ricorda molto da vicino lo scatenamento della psicosi di Schreber.

Come accadde al Presidente della Corte d'Appello di Dresda, anche il notaio di Wall Street era stato chiamato ad assumere un incarico di responsabilita nel campo della Legge: Magistrato della Corte di Equita dello Stato di New York. Poco tempo dopo che il soggetto era stato convocato in quel luogo, si presenta alla soglia del suo ufficio lo scrivano Bartleby, una pallida figura da cui ben presto si leva una voce che inizia a infrangere l'ordine delle cose: I would prefer not to... Specialmente nell'originale inglese, la formula di Bartleby ricorda da vicino i messages interrompues di Schreber: "Un commencement de phrase dont le complément de sens ne présente pas au reste de difficulté pour le sujet... la phrase s'interrompt au point où se termine le groupe des mots qu'on pourrait appeler termes-index... Après quoi la partie proprement lexicale de la phrase... reste élidée." (J. Lacan, "Écrits", pp. 539-40).

Il "no" di Bartleby, per come ce lo presenta il racconto, non e tanto l'indice di una posizione soggettiva, bensi una voce che viene a indicare un buco nel campo della significazione dell'io narrante, uno squarcio che si andra sempre piu allargando fino a coinvolgere lo stesso notaio. Il "no" di Bartleby e un "No(me) del Padre", che forcluso nel simbolico ritorna nel reale, infestando l'Altro del notaio e strutturandosi in una sorta di delire de negation. Tutto viene poco a poco negato da Bartleby: non solo il lavoro, ma anche la parola, la pulsione, la vita stessa. La morte di Bartleby trascina il suo ex datore di lavoro in una serie di melanconiche rimuginazioni, che ruotano attorno a una voce che gli era giunta alle orecchie (one little item of rumor, which came to my ear): in precedenza, Bartleby era stato impiegato nell'Ufficio delle lettere morte (Dead Letter Office) di Washington. Le lettere morte, ossia mai giunte a destinazione, richiamano alla mente dell'avvocato dita che attendevano l'anello e che invece si macerano nella tomba, miserabili morti di stenti, perdoni, speranze e buone notizie mai arrivate. Messaggera di vita, la lettera in realta da la morte.

Che ne e, alla fine, del notaio di Wall Street ? Da dove ci parla ? Da dove ci scrive di Bartleby ? Non potremo mai affermarlo con certezza, ma se cio che abbiamo detto e plausibile, se il racconto di Melville ha la forma di un delirio sistematizzato, possiamo pensarlo rinchiuso in una stanza di un manicomio, a scrivere con questo racconto il suo frammento di "Memorie di un malato di nervi".